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I Musei del Castello di Udine: nella zona bianca sale museali, teatri e cinema riaprirebbero

I Musei del Castello di Udine: nella zona bianca sale museali, teatri e cinema riaprirebbero

Ipotesi "zona bianca" e che regioni potrebbero avere i requisiti necessari

La proposta potrebbe rientrare nel nuovo Dpcm e nel decreto legge che il governo varerà entro il 15 gennaio: prevede bar e ristoranti aperti, niente coprifuoco e libertà di circolazione per i cittadini. Ma i parametri per accedervi sono stringenti

Zona bianca o zona verde? L'ipotesi che nel decreto legge e/o nel Dpcm che il governo Conte ha intenzione di varare entro il 15 gennaio venga istituita è al vaglio, a prescindere dal nome. Si tratta di aree a minori restrizioni che definirebbero un quadro che si avvicina molto alla normalità dopo quasi un anno di emergenza e limitazioni. Ma i numeri ancora non ci sono. Anche se per Abruzzo, Toscana e Liguria c'è qualche speranza. 

Quali regioni sperano di finire in zona bianca

La proposta di istituire una zona bianca è arrivata da parte del ministro della Cultura Dario Franceschini, appoggiato dal collega Alfonso Bonafede. Per accedervi ci sono due parametri in ballo: l'indice di contagio Rt al di sotto di 0,50 e l'incidenza di casi su centomila abitanti in una settimana inferiore a cinquanta. Nella zona bianca: non dovrebbe essere in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5 (altrimenti non avrebbe senso tenere aperti bar e ristoranti); non dovrebbero esserci limitazioni all'apertura e al servizio di bar, ristoranti, pub, locali pubblici in generale; dovrebbero riaprire, con regole e limitazioni simili a quelle introdotte durante il primo lockdown, palestre e piscine attraverso un protocollo da stilare tra gli operatori e il ministero della Salute e dello Sport; dovrebbero riaprire, con regole e limitazioni simili  a quelle introdotte durante il primo lockdown, musei, mostre, teatri, cinema e sale da concerto attraverso un protocollo da stilare tra gli operatori e il ministero della Salute e della Cultura. 

I criteri

Ma, come abbiamo segnalato, per ora nessuna regione rientra nei parametri che il governo dovrebbe porre a guardia di quella che invece il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico Agostino Miozzo ha definito invece zona verde e dove rimarrebbe obbligatoria la mascherina all’aperto e al chiuso, il distanziamento di almeno un metro tra le persone, il divieto di assembramento e l’obbligo di disinfettare le mani prima di entrare nei locali e anche quando si entra in contatto con le altre persone. Ma sarebbero più o meno liberi gli spostamenti in quello che potrebbe essere definito come un percorso di transizione verso la normalità. 

Tutte le Regioni sono lontane dal raggiungimento dei parametri che paraltro cambiano ogni settimana e che quelle che hanno meno contagi in proporzione alla popolazione in questa fase sembrano essere Toscana, Abruzzo e Liguria. Secondo i conti dello scienziato Paolo Spada, con i dati aggiornati a ieri, 10 gennaio 2021, l'incidenza di positivi ogni centomila abitanti negli ultimi sette giorni vede agli ultimi posti la Toscana (con 85 positivi ogni centomila abitanti), la Sardegna (118), la Calabria (120), la Campania (127), il Molise (136), l'Abruzzo (137), la Valle d'Aosta e la Basilicata (138). 

La media italiana attuale è 201. Ma il governo non ha ancora fatto sapere quale orizzonte temporale verrà utilizzato per decidere la collocazione in zona rossa delle regioni e nemmeno se l'incidenza sarà a 7 o a 14 giorni (il report settimanale dell'Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute comunica entrambi i dati). Nel monitoraggio vengono utilizzati i dati della settimana precedente ma la stima dell'incidenza è un parametro che si può aggiornare anche giorno per giorno. Insomma, la strada per la zona bianca è ancora lontana. 

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