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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Sicurezza sul lavoro

Lavoro Fvg: infortuni mortali in crescita

I dati regionali vedono un aumento del 40% degli incidenti con esito peggiore. Dodici casi su ventuno sono avventuti nella provincia di Udine

In Friuli Venezia Giulia si registra una crescita significativa degli infortuni sul lavoro, soprattutto dei casi mortali, ben 21 tra gennaio e ottobre di quest’anno, sei in più rispetto ai primi dieci mesi del 2020. Lo dicono i dati Inail, che nella nostra regione registrano 12 mila e 930 denunce d’infortunio, con una crescita del 15 per cento rispetto al 2020. In lieve calo i casi solo nel settore agricolo, mentre l’industria fa segnare un incremento del 13 per cento e il comparto pubblico del 52 per cento. Quanto alla situazione nelle diverse province, da segnalare Udine (+14%). Record a Gorizia (+42%), mentre a Pordenone (+13%) e a Trieste (+7%) gli aumenti sono inferiori. 

Incidenti mortali

Ma il dato più grave riguarda gli infortuni mortali, già 21, contro i 15 del 2020. Un incremento che diventa quasi un raddoppio se riferito solo agli infortuni in occasione di lavoro (19 quest’anno, 10 nel 2020), mentre calano quelli in itinere (2 contro 5). Ben 12 casi mortali sono avvenuti in provincia di Udine, contro i 6 del 2020, 5 a Pordenone, in calo rispetto ai 7 dello scorso anno, 2 a Trieste e a Gorizia, che nei primi dieci mesi del 2020 avevano registrato entrambe un solo caso mortale tra gennaio e ottobre.

Le dichiarazioni

"Sono dati allarmanti – afferma il segretario generale della Cgil Friuli Venezia Giulia Villiam Pezzetta anche se la dinamica in aumento è anche effetto del maggior numero di ore lavorate rispetto al 2020. Da registrare, peraltro, che nel resto del Paese, nonostante la ripresa in atto, l’incremento dei casi è sensibilmente inferiore, attestandosi al 6%. Ma il dato inaccettabile è quello dei morti sul lavoro, più di mille a livello nazionale, sia pure in lievissimo calo rispetto al 2020 (1.017 tra gennaio e ottobre 2021, contro i 1.036 dello scorso anno, ndr). I 21 infortuni mortali verificatisi in regione nei primi 10 mesi dell’anno, infatti, eguagliano già il totale di morti bianche del 2019 e devono rappresentare un severo monito per tutti, imprese in primis, ma anche le istituzioni e tutto il mondo del lavoro, sulle caratteristiche della ripresa in atto, che non può essere a scapito delle condizioni di lavoro, sulla necessità inderogabile di un più attento rispetto delle regole sulla sicurezza e sulla prevenzione, sull’esigenza di rafforzare i controlli, su un modello di produzione e di impresa che non può mai mettere in secondo piano, come troppo spesso accade, la tutela della salute e dell’incolumità dei lavoratori".

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