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In Fvg la proporzione di casi di variante Delta più alta d'Italia

I dati emergono da un'indagine condotta dall'Istituto superiore di sanità in collaborazione con il Ministero della Salute

A seguito di segnalazioni di diverse varianti di SARS-CoV-2 nel Paese l'Iss ha organizzato ripetute indagini di prevalenza rapide sul territorio nazionale. Quindi, al fine di stabilire una mappatura del grado di diffusione in Italia delle varianti di SARSCoV-2 appartenenti ai lignaggi B.1.1.7, B.1.351, P.1, B.1.617.2, e altre varianti, è stata realizzata una indagine rapida coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità con il supporto della Fondazione Bruno Kessler e in collaborazione con il Ministero della Salute, le Regioni e le Provincie Autonome.

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Il 22 giugno scorso i casi stimati di variante Delta in Italia erano il 22,7% e il Friuli Venezia Giulia è la regione che ne ha registrati di più, il 70,6%: è un dato basato in termini assoluti su 12 casi sul totale dei 17 sequenziati. Come evidenziato dallo stesso lavoro dell'Iss, l'alta proporzione è influenzata dal tracciamento di un focolaio Delta già noto. L'attenzione sulla variante è alta perché è più contagiosa di quella Alfa che, a sua volta, era più contagiosa del ceppo originale. Per entrambe la copertura vaccinale serve ad abbattere il contagio e i sintomi. 

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Riflessioni e lettura dei dati

Tra le cosiddette Variants of Concern (VOC):
- il lignaggio B.1.1.7 (variante Alfa), segnalato nella totalità delle Regioni/PPAA, suggerisce la sua diffusione sul territorio nazionale. Tuttavia, la prevalenza nazionale stimata nell’ indagine rapida precedente (18 Maggio 2021) pari a 88,1% è ora scesa a 57,8%. Un caso riconducibile a VOC B.1.1.7+E484K è stato riportato in Lombardia;
- il lignaggio B.1.351 (variante Beta) non è stato riportato in nessuna Regione/PPAA in questa indagine;
- il lignaggio P.1 (variante Gamma) ha una prevalenza pari a 11,8% (nella precedente era 7,3%). In numeri assoluti appare in diminuzione in diverse Regioni ed in particolare, in Abruzzo (0 vs 5 dell’indagine precedente), in Campania (10 vs 22 dell’indagine precedente), in Emilia Romagna (7 vs 13 dell’indagine precedente); in aumento, ad esempio, in Toscana (14 vs 5 dell’indagine precedente) e Veneto (6 vs 1 dell’indagine precedente);
- il lignaggio B.1.617.2 (variante Delta) è stimato avere una prevalenza nazionale pari al 22,7% e identificato in 16 Regioni/Province Autonome.
Tra le cosiddette Variants of Interest (VOI):
- il lignaggio B.1.525 (variante Eta) è stato individuato in 10 casi vs 17 dell’indagine precedente, e in questa indagine, come numero assoluto, in aumento in particolare in Calabria (3 vs 1 dell’indagine precedente) e in Lombardia (4 vs 0 dell’indagine precedente);
- il lignaggio B.1.621 è stato individuato in 6 casi in 4 Regioni.
Tra le altre cosiddette Variants under Monitoring (VUM):
- il lignaggio P.2 (variante Zeta) è stato individuato solo in 1 caso in Sicilia;
- il lignaggio C.36+L452R è stata individuato in 8 casi vs 19 dell’indagine precedente;
- il lignaggio C.37 (variante Lambda) è stato individuato in 3 casi (1 in Piemonte e 2 in Sicilia) vs 1 caso nell’indagine precedente;
- il lignaggio B.1.1.318 in 1 caso vs 2 dell’indagine precedente. 

A partire da questi risultati, per quanto non privi di limiti e bias, sono state proposte le seguenti riflessioni:
- nel contesto italiano, in cui la campagna di vaccinazione non ha ancora raggiunto coperture sufficienti, la diffusione di varianti a maggiore trasmissibilità può avere un impatto rilevante. Mentre la variante Alfa (B.1.1.7), se pur ancora predominante, vede diminuita la sua prevalenza a livello nazionale, dall’indagine si evince che la variante Gamma (P.1 e suoi sottolignaggi) ha una prevalenza in leggero aumento rispetto alla precedente indagine e che la variante Delta (B.1.167.2) è in aumento.
Rispetto a questo ultimo dato bisogna però considerare che la prevalenza potrebbe essere sovrastimata a causa della presenza di numerosi focolai (che vengono identificati e quindi indagati in maniera più estesa) nelle varie Regioni Italiane;
- nell’attuale scenario europeo e nazionale, caratterizzato dalla circolazione di diverse varianti di SARS-CoV-2, è necessario continuare a monitorare con grande attenzione, in coerenza con le raccomandazioni nazionali ed internazionali e con le indicazioni ministeriali, la loro diffusione ed, in particolare, di quelle a maggiore trasmissibilità o con mutazioni correlate a potenziale evasione della risposta immunitaria;
- inoltre, al fine di contenerne ed attenuarne l’impatto, è importante mantenere l’incidenza a valori che permettano il sistematico tracciamento della maggior parte dei casi positivi e, per quanto possibile, il sequenziamento massivo di SARS-CoV-2 per individuare precocemente e controllare l’evoluzione di varianti genetiche nel nostro Paese.

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