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Green pass, in arrivo il decreto: ecco cosa cambia in Italia

All'inizio della prossima la cabina di regia. Si guarda al modello francese ma con meno restrizioni per bar e ristoranti

Il governo starebbe valutando l'ipotesi un decreto per il green pass obbligatorio, ispirato al "modello francese" lanciato dal presidente francese Emmanuel Macron ma rivisto e ammorbidito. Sì quindi alla certificazione obbligatoria per accedere ai mezzi di trasporto a lunga percorrenza, stadi, concerti, palestre e discoteche, ma non per bar e ristoranti, a differenza della Francia. Queste al momento sono le ipotesi che circolano. A breve il governo dovrebbe mettere a punto le linee di provvedimento che saranno poi discusse nella prossima cabina di regia, prevista per l'inizio della prossima settimana. Entro fine mese poi il decreto.

Preoccupa infatti la diffusione della variante Delta. Il comitato di emergenza convocato dall'Organizzazione mondiale della Sanità ha lanciato un monito per ricordare che "nonostante gli sforzi nazionali, regionali e globali, la pandemia non è affatto finita" e "continua a evolversi, con 4 varianti di preoccupazione che dominano l'epidemiologia globale". E viene riconosciuta come "forte" la "probabilità" che in futuro emergano e si diffondano globalmente "nuove varianti, forse più pericolose e ancora più difficili da controllare".

I casi

L'ultimo bollettino sulla situazione epidemiologica in Italia segna 2.455 nuovi casi registrati su 190.922 tamponi antigenici e molecolari, con un tasso di positività che sale all'1,28%, mentre sono in amento i pazienti in terapia intensiva. In salita anche il Rt a 0.91, in aumento rispetto alla scorsa settimana quando si attestava a 0.66, con in crescita la circolazione della variante Delta, si sottolinea nella bozza del report Iss-ministero della Salute.

Le ipotesi 

La certificazione verde potrebbe diventare necessaria per viaggiare sui treni a lunga percorrenza e in aereo, ma non per quanto riguarda il trasporto pubblico: per bus e metropolitane dovrebbero rimanere in vigore le attuali regole se non si troverà una soluzione alternativa. Il confronto nel governo è soprattutto sul green pass per i ristoranti al chiuso, ma qualora ci si trovasse di fronte a una risalita dei contagi la misura potrebbe entrare in vigore per garantire alle attività di poter continuare a lavorare. Il green pass potrebbe essere necessario per far entrare più persone a stadi, concerti e altri raduni, nell'ottica di raggiungere la capienza al 100%, come pure per i ricevimenti dopo le cerimonie civili e religiose. I controlli in questi casi sarebbero affidati alle forze dell'ordine. Tra i provvedimenti allo studio anche l'ipotesi di riservare - almeno per alcune attività - l'utilizzo del green pass solo dopo aver fatto la seconda dose, in linea con l'Unione europea. L'idea è che un utilizzo diffuso della certificazione eviterebbe il ricorso a misure più restrittive. 

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