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Cosa succederà a gennaio? L'arrivo della terza ondata può portare a un nuovo lockdown

Il 7 gennaio scadono le restrizioni dell'ultimo decreto legge, il 15 scade il Dpcm. C'è il rischio che molte attività rimangano ancora chiuse o ridotte ai minimi termini, come la scuola

Zona rossa, zona arancione, poi di nuovo rossa: le misure adottate dal governo per questo periodo natalizio termineranno il prossimo 6 gennaio. Poi sarà di nuovo incertezza. Molto dipenderà dai numeri del contagio, che al momento non sono ancora rassicuranti.

La "variante italiana"

La variante italiana del coronavirus potrebbe avere un ruolo decisivo nelle decisioni che attendono il governo Conte a gennaio, quando scadranno le misure dei decreti legge e del Dpcm 3 dicembre. Ieri Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia (Siv-Isv), ordinario di Microbiologia e Microbiologia clinica all'università degli Studi di Brescia, ha annunciato che da agosto circola in Italia una nuova variante del coronavirus molto simile a quella inglese e che "ha diversi punti di mutazione nella proteina Spike, l'uncino che il virus usa per attaccare il recettore presente sulle cellule bersaglio nel nostro organismo. Come quella inglese, anche la variante italiana ha una mutazione in un punto nevralgico dell'interazione Spike/recettore cellulare, più precisamente in posizione 501". Ma a differenza del mutante Gb, "la variante italiana ha anche una seconda mutazione in posizione 493, che rende la sua proteina Spike leggermente diversa da quella del virus pandemico che tutti oggi conosciamo".

I dati

Ieri intanto i numeri del bollettino della Protezione Civile ci hanno riportato una situazione dei positivi figlia della diminuzione dei test del tampone. Ma il tasso di positività si è attestato al 12,5% (in discesa), dopo il balzo in avanti di diversi punti negli ultimi giorni. Per quanto riguarda i numeri assoluti, in Veneto - regione con il maggior numero di casi - si sono registrati 2782 nuovi casi di coronavirus e 69 decessi in più, con l'epicentro a Verona, con 432 nuovi positivi. Dietro il Nord-Est seguono il Lazio con 966 contagi e l’Emilia-Romagna con 750 e Lombardia con 573. E oggi questi numeri rendono ancora più difficili le decisioni che il governo Conte dovrà prendere dopo il 7 gennaio, quando scadranno le restrizioni delle festività e l'Italia sarà tutta, teoricamente, in zona gialla. 

Cosa succederà a gennaio

Nei giorni scorsi il ministro della Salute Roberto Speranza ha fatto sapere che a gennaio (il 15 scadono gli effetti dei decreti legge e del Dpcm) non ci sarà nessun "liberi tutti". Anzi, si tornerà alle zone rosse, arancioni e gialle: "Dal 7 gennaio si tornerà al sistema delle aree colorate, che ha dimostrato di funzionare abbassando l’Rt da 1,7 a 0,82, senza bloccare tutto il Paese". Ma ad oggi i numeri dell'Italia dicono che il paese è tutto in zona gialla e anche l'Abruzzo, l'ultimo a essere rimasto formalmente arancione, dovrebbe uscire dal regime di maggiori restrizioni entro il 7 gennaio. Il problema è che per gennaio o al massimo per febbraio in molti hanno pronosticato il possibile arrivo della famigerata terza ondata. Che potrebbe dipendere, in parte, persino dalle deroghe per gli incontri tra amici e parenti certificate dall'ultimo decreto legge. Il problema è però che a gennaio e febbraio il piano per la vaccinazione di massa sarà ancora troppo indietro per essere efficace e nel frattempo il governo dovrà prendere (o non prendere) decisioni impopolari come quella dell'obbligo.  

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