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"Mensa-gate", venerdì i genitori scendono in piazza per protesta

Dopo le tante lamentele e dopo la "protesta del panino" inscenata alla Alberti, i genitori hanno deciso di protestare venerdì 11 sotto il Comune di Udine con un sit-in

Stanchi delle rassicurazioni da parte del Comune di Udine, secondo cui «la situazione era migliorata dopo i controlli», come aveva dichiarato l'assessore all'Istruzione Elisa Asia Battaglia, i genitori delle scuole udinesi scendono in piazza. Lo faranno venerdì 11 giugno alle 11.30 proprio sotto la sede del Comune a palazzo D'Aronco.

«Un gruppo di genitori auto-costituitosi – riporta un messaggio che sta girando di cellulare in cellulare in queste ore – intende portare all'attenzione del Comune di Udine l'assoluta inadeguatezza dei servizi mensa scolastici. È un problema che non può essere dimenticato con la fine della scuola e trascinarsi a settembre. Come supporto e ulteriore slancio al forte e prezioso impegno dei rappresentanti mensa delle scuole cittadine servite dalla ditta Ep, siamo pronti a manifestare con un sit-in previsto per venerdì 11 giugno mattina alle ore 11.30 fuori dal Palazzo D'Aronco a Udine, sede del Comune».

Il "mensa-gate" di Udine

Quello che ormai in città è stato soprannominato il “mensa-gate” ormai è scoppiato. Non sono bastate a placare le famiglie, infatti, le decine di segnalazioni inviate dai membri della Commissione mensa, tutti genitori che hanno effettuato i vari sopralluoghi durante l'anno.

Non è bastata la “protesta del panino” alla scuola elementare Alberti, dove quasi tutti i genitori, per un giorno, hanno deciso di non far consumare il pasto ai loro figli facendo portare loro un panino da casa. Non sono bastate nemmeno le numerose sedute della commissione consiliare e i consigli comunali in cui la protesta dei genitori è stata raccolta e portata in aula dall'opposizione.

Non è bastata nemmeno la recente petizione sottoscritta da oltre 400 genitori delle scuole di Udine, tutti scontenti del servizio di ristorazione scolastica proposto dalla ditta Ep, da quest'anno nuova appaltatrice del servizio comunale nella maggior parte delle scuole del capoluogo friulano. Non è bastato, infine, neanche il messaggio pubblicitario acquistato qualche giorno fa sul Messaggero Veneto in cui la Ep teneva a precisare che nello stesso giorno e nei giorni precedenti alla “protesta del panino” alla Alberti, la ditta aveva distribuito «oltre 1000 pasti – si legge – presso i plessi scolastici del Comune di Udine senza nessuna criticità e con la massima soddisfazione dell'utenza».

Dagli insetti ai capelli nei piatti, «servizio inadeguato»

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Fatto sta che, dopo i casi di insetti trovati nei piatti serviti ai bambini, passando per mele marce, temperature troppo fredde, il rinvenimento tra le portate servite di pezzi di plastica o capelli, fino alle lamentele dovute all'appetibilità dei piatti proposti o a quelle per le diete speciali dedicate a bambini con intolleranze, non si contino più le proteste nei confronti della Ep. La ditta, con sede amministrativa a Napoli, ma legale a Roma, lo ricordiamo, ha preso il posto da quest'anno della Camst per quanto riguarda il servizio mensa alle scuole elementari. Per asili nido, scuole dell'infanzia e i centri estivi 3-6 anni, il servizio è rimasto invece in carico alla Sodexo, pressoché immune alle rimostranze dei genitori per quanto riguarda i servizi offerti.

La petizione-lettera al sindaco firmata da oltre 400 genitori

All'attenzione del sindaco Pietro Fontanini e della giunta di centrodestra che governa il Comune da tre anni è in partenza inoltre in questi giorni anche una lettera appello firmata da oltre 400 genitori delle più diverse scuole di Udine. Petizione in cui un gruppo di genitori delle scuole primarie e secondarie del Comune di Udine esprime «profonda insoddisfazione e seria preoccupazione per il servizio di refezione scolastica di cui i nostri figli hanno usufruito durante l’anno scolastico che sta giungendo al termine».

I commenti dei genitori al servizio mensa

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In calce al testo, poi, in molti hanno aggiunto il proprio commento sul servizio offerto. «Non è ammissibile che pur essendo state fatte le segnalazioni da diverse persone nessuno ha preso un provvedimento serio», scrive un genitore. C'è chi ha anche deciso di non far mangiare più il proprio figlio a scuola. «La pessima qualità della mensa e del doposcuola alla Pascoli dal 2019 – scrive una mamma – mi hanno costretto a rinunciare ad usufruire del servizio per mio figlio, con notevoli disagi». Negativo il commento anche di un'altra mamma: «Perché il servizio offerto quest’anno dal Comune è stato a dir poco inaccettabile in quanto a proposta, servizio, varietà e possibilità di organizzazione propria da parte delle famiglie». Per non parlare del sintetico, quanto lapidario «Indecente servizio e qualità». Con panino o senza, venerdì prossimo, questi genitori, scenderanno in piazza.

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