Elisa cede il ricavato a musicisti e crew, «​regolarizzare le professioni del settore dello spettacolo»​

La cantante monfalconese si è esibita sabato in un doppio concerto a Udine: i compensi del suo tour estivo sono andati allo staff per fronteggiare la crisi economica

Elisa con la sua band sul palco di Piazza Primo Magio a Udine

Diversi cantanti hanno deciso di non andare in tour, quest'estate. Altri hanno optato per una formula acustica. Per tutti, però, è stata un'estate strana, diversa. Anche difficile. Tra chi ha deciso di suonare comunque, nonostante l'incertezza dovuta all'emergenza sanitaria, c'è stato chi ha optato per devolvere l'intero proprio compenso alla sua crew, allo staff tecnico e organizzativo in segno di solidarietà e riconoscenza verso i tanti operatori dello spettacolo che stanno soffrendo la crisi lavorativa. Tra questi, Elisa. 
Elisa che sabato scorso ha incantato il pubblico di Udine con un doppio concerto (prima rinviato per il maltempo, poi sdoppiato per le restrizioni anti-covid). Elisa che ha messo energia, passione, allegria e intensità in ogni canzone. Elisa che non è rimasta indifferente al fatto che proprio sabato, mentre lei si esibiva a Udine, in piazza a Milano scendevano in piazza centinaia di operatori del settore dello spettacolo per ricordare la loro posizione, dimenticata dalle discussioni politiche. 

Ragazzi, il tour si è concluso e sono felice e grata a tutte le persone che lo hanno reso possibile. In primis Voi. Ringrazio la mia agenzia live F&P e Ferdinando Salzano e il mio management Stefano Settepani per aver rinunciato insieme a me a percepire un compenso economico. Tutto il ricavato è andato a musicisti e crew, che sono stati pagati il doppio, simulando un tour di una durata un pó più lunga e con un guadagno quindi più cospicuo.
La mia ricompensa è quella di sapere di aver fatto una cosa utile e a mio parere giusta.

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La proposta

Come ho già detto, penso che sia fondamentale lavorare tra cittadini e governo alla formazione di un database preciso e dettagliato per regolarizzare tutte le professioni e le categorie del settore dello spettacolo, nella trasparenza più totale, per poter gestire al meglio anche tutti i fondi di emergenza.
Fondi che per fare davvero la differenza, a mio parere dovrebbero avere una cadenza mensile, come degli stipendi.
Si dovrebbe trovare una formula per distribuirli in base alla dichiarazione dei redditi dell’anno o degli anni precedenti.
La realtà è che la crisi la possiamo combattere con il realismo e la trasparenza e mettendo le risorse là dove servono e non dove non fanno alcuna differenza.
Non si dovrebbe fare finta di niente. Abbiamo un problema.
Ci sono molti modi per risolverlo tranne il negare che esista nella sua complessità.

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