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Il fascino intramontabile delle cabine per fototessere: in città ce ne sono sempre di più

Negli ultimi due anni a Udine ne sono spuntate altre quattro e ora il numero totale è di 15: sono le cabine per fototessere, molto più che un oggetto iconico, sono quasi un "non luogo"

Quanto ci piacciono i selfie, eh? Un'abitudine destinata a non esaurirsi per nulla in fretta, anzi. A conti fatti, però, la moda di scattare a se stessi delle fotografie esiste ben prima dell'arrivo dei telefoni cellulari e nasce probabilmente anche con un senso ben diverso, più intimo e meno sociale dei clic che ci auto infliggiamo con gli smartphone. La moda delle fototessere è, ancora oggi, viva e vegeta: l'atto volontario di fermare un istante mentre tutto intorno il mondo continua a girare. Certo, la funzione originaria è quella di garantire un rapido servizio alla cittadinanza nel momento di rinnovare o creare i documenti amministrativi e di riconoscimento: invece che recarsi negli studi fotografici, le persone hanno cominciato ad usare cabine per fototessere accelerando così i tempi della burocrazia. E dopo il dovere è arrivato il piacere. Come resistere alla tentazione di quel gesto così simbolico di tirare la tendina oscurante per chiudersi in cabina immaginando che nessuno intuisca quanto succede dentro? Regolare il sedile, scegliere il formato, fare il conto alla rovescia e poi... e poi riprovarci perché alla fine è raro per tutti essere soddisfatti del primo scatto. Ancora oggi questa è un'azione che resiste e piace, tanto che le amate cabine per fototessere non solo resistono, ma esistono più di prima.

Udine

Passeggiando per la città a piedi o in bicicletta, come piace fare a noi di UdineToday per renderci conto con i nostri occhi di come cambia ogni giorno il luogo in cui viviamo, ci siamo accorte e accorti che negli ultimi mesi sono comparse alcune cabine là dove prima non c'erano. In effetti allo sguardo distratto dei più questi sono oggetti (o piuttosto dei "non luoghi") facenti parte di uno sfondo urbano che diamo quotidianamente per scontato. Eppure la loro presenza tratteggia in parte il tipo di società in cui viviamo, appena appena, il nostro nascondiglio agli altri. Abbiamo così contattato l'azienda che le produce, scoprendo così un mondo affascinante e senza tempo. La Dedem ha sede oggi ad Ariccia e quest'anno compirà 60 anni: una data che testimonia la bontà e l'utilità del lavoro svolto. Dall'azienda ci hanno confermato l'intuizione: a Udine nel 2022 sono state fatte quattro nuove installazioni. Da 11, le cabine per fototessere sono passate a 15. Le ultime installazioni sono quelle di via Pieri (8 marzo 2022), piazza Medaglie D'Oro (10 marzo 2022), via Dante (12 maggio 2022) e via Della Vittoria (22 giugno 2022). Un successo che si spiega soprattutto con la capacità di adattare questi oggetti-luoghi al tempo che passa. "Il fatto che le cabine continuino ad essere sempre molto utilizzate si lega a due fatti. Il primo è che la pandemia ci ha molto condizionati e la proroga della durata dei documenti di identità ha obbligato molte persone a rinnovarli contemporaneamente. Abbiamo così preso accordi con molti Comuni per avviare un servizio che accelera le pratiche burocratiche, per scaricare le foto in supporto digitale e non solo cartaceo per i documenti: le amministrazioni sono contente perché questo sistema velocizza molto il processo di inserimento dei dati in anagrafe", ci racconta Alberto Rizzi, ad di Dedem. Gli chiediamo come mai a Udine il servizio non è ancora attivo e ci risponde: "è un servizio che Dedem mette a disposizione gratuita per tutti i Comuni, che quindi scelgono se aderire o no. Nello specifico con il comune di Udine siamo in contatto, chissà che presto non si riesca a realizzare anche qui". 

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Il fascino del passato

Il secondo fattore di successo è il ritorno "prepotente" della foto vintage. "Abbiamo aumentato il numero di cose che si possono fare nelle cabine per fototessere", continua Rizzi. "La foto vintage, la foto di gruppo, con gli amici, foto goliardiche, servizio app non per forza legato alle fototessere... insomma, abbiamo cominciato a dialogare con più player e abbiamo avuto un ottimo riscontro dal punto di vista commerciale perché anche i privati, come catene di negozi o tabaccai o esercenti non legati a grandi gruppi o pubbliche amministrazioni". Un successo legato alla capacità di sfruttare il tempo "regalato" dalla pandemia. "Nel periodo più duro del covid abbiamo riorganizzato la produzione e il riscontro commerciale ci sta dando risultati che ci lasciano molto soddisfatti". 

Intramontabili

Spesso le persone sono portate a paragonare le cabine per fototessere a quelle del telefono. Eppure l'accostamento regge fino a un certo punto, perché come purtroppo sappiamo, quelle telefoniche sono state ormai dismesse da tempo praticamente ovunque. "Noi - confida Rizzi - abbiamo avuto la capacità di reinventare l'oggetto, che si è evoluto nel tempo. Dalla foto a bagno chimico che uscivano un po' appiccicose, siamo passati a tecnologie digitali. E poi sono diventate oggetto di arredo urbano, decisamente caratteristiche di certi luoghi". Vedere ragazzi e ragazze, ma anche adulti, che si chiudono nelle cabine delle stazioni di ritorno da una gita fuori porta è più frequente di quel che si pensa. E se la capacità di reinventarsi ha funzionato finora, cosa succederà nel tempo? "Il gruppo di ricerca e sviluppo si sta sbizzarrendo, ma siamo in fase embrionale: posso solo dire che stiamo dando prospettiva per i prossimi decenni". Chiediamo così un punto di vista personale e non solo commerciale a Rizzi, che ci risponde sicuro. "Il fatto di avere uno spazio privato, però accessibile a tutti, ci permette di tirare fuori delle sfaccettature che altrimenti non verrebbero fuori". In fondo è vero. Il selfie con lo smartphone lo facciamo per farci vedere, per metterci in mostra sui social e per condividere una nostra immagine con le altre persone. La fototessera è un ricordo che teniamo per noi, che appendiamo in camera nostra accanto alla scrivania, oppure sul frigorifero. La fototessera che ci scattiamo nella cabina è il fermo immagine di un istante, è il ricordo di un momento che vogliamo custodire. 

Il futuro, anche per le fotografie, arriva in un attimo e c'è una costante innovazione, ma al momento questi oggetti così iconici funzionano ancora bene, basti pensare che a oggi sul territorio italiano ci sono 3400 cabine e negli ultimi 12 mesi c’è stato un incremento complessivo di 200 cabine circa. Chissà come si trasformeranno in futuro. Nel frattempo, provate a tirare la tendina anche voi e raccontateci come va. 

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