Lunedì, 20 Settembre 2021
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Oggi il primo decreto Draghi sull'epidemia: novità su restrizioni e spostamenti

In arrivo la proroga dello stop ai movimenti tra territorio almeno fino al 30 marzo. Allo studio il nuovo Decreto Ministeriale con nuove regole per la zona arancione e rossa

Il secondo consiglio dei ministri del governo Draghi convocato per stamattina, lunedì 22 febbraio, licenzierà il primo decreto legge sull'epidemia con la proroga di 30 giorni fino al 27 marzo del divieto di spostamento tra regioni che scade il 25 febbraio; a questo seguirà un decreto del presidente del Consiglio (Dpcm), che seguirà quello in scadenza il 5 marzo. L'idea è di prorogare tutto fino alla fine di marzo o all'inizio di aprile. Il primo punto dell'ordine del giorno riporta del Consiglio dei Ministri riporta "Ulteriori disposizioni urgenti in materia di contenimento dell'emergenza epidemiologica da COVID-19", ovvero il primo decreto legge di Draghi su Covid-19.

Spostamenti tra regioni e il primo Dpcm del governo Draghi

Il nuovo decreto di Draghi conserverà la possibilità di fare visita ad amici e parenti, ossia la regola, per ora valida fino al 5 marzo, che consente di spostarsi verso un'altra abitazione privata massimo in due persone, più i figli minori di 14 anni. Nel decreto potrebbero trovare spazio anche maggiori restrizioni per le zone rosse locali nei comuni focolaio e nelle zone limitrofe. Circola anche l’ipotesi che il monitoraggio settimanale, da un anno reso noto il venerdì, sia spostato a inizio settimana, per evitare complicate sovrapposizioni con i weekend. Il divieto di spostamento tra regioni che scade giovedì e che il Consiglio dei ministri di questa mattina dovrebbe allungare di trenta giorni dovrebbe servire "in modo da arrivare a riaperture a ridosso delle vacanze pasquali che potrebbero rappresentare una boccata d'ossigeno per gli operatori turistici". Un allentamento, a prova di ripensamenti, che però avverrà tra più di un mese anche se con il nuovo governo si avverte un tentativo di cambio di passo e l'intenzione di evitare le drammatizzazioni e gli allarmismi dei mesi scorsi. Per il resto, si cambia: la nuova strategia del governo Draghi prevede che ogni nuovo decreto e nuovo Dpcm sia approvato almeno una settimana prima dell'entrata in vigore, per permettere ai cittadini e alle attività economiche di organizzarsi, e alle misure di tipo sanitario verranno affiancati i ristori per gli esercizi penalizzati. Intanto ieri le Regioni hanno bocciato l’ipotesi di far scattare un’unica zona arancione nazionale e chiedono di semplificare e correggere il modello della divisione dell’Italia in tre colori, rivedendo i criteri e i 21 parametri di classificazione.

Nuovi parametri

Nel documento approvato all’unanimità dai governatori e inviato al governo si chiede "una revisione dei parametri e del sistema delle zone", ma anche nuovi protocolli che possano individuare i settori da far ripartire e quelli che devono invece seguire "un regime più stringente per specifici contesti territoriali". In questo modo si ottiene una classificazione che lega la riapertura delle attività agli indici di circolazione del Covid. La composizione del Comitato tecnico-scientifico cambierà e appare ormai scontato che il numero dei componenti sarà ridotto. Le Regioni chiedono poi di accelerare decisamente nella campagna vaccinale, reperendo le dosi necessarie, e collegando il problema ai criteri che hanno regolato finora i colori, in primis l'inesorabile Rt, l'indice di trasmissibilità. 
Il nuovo decreto di Draghi non cancella bonus e ristori: i ristori quindi non verranno rimossi e saranno dati più prontamente e in corrispondenza con le chiusure degli esercizi commerciali. 
 

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