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Sabato, 4 Febbraio 2023
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La Croazia entra in Schengen: niente più controlli ai confini

Dal oggi, 1 gennaio 2023, stop ai controlli tra il paese, la Slovenia e l'Ungheria. Pagamenti nella moneta comune, la kuna accettata ancora per due settimane

Da oggi, primo gennaio 2023, la Croazia è entrata nei sistemi Schengen ed Euro. Rimangono a sud e ad est i controlli di frontiera lungo i confini con la Serbia, la Bosnia ed Erzegovina e il Montenegro. Durante la notte si sono svolti festeggiamenti lungo diversi valichi di frontiera con la Slovenia dove i controlli dei documenti sono stati aboliti. Rimarranno in vigore, almeno fino a febbraio, i controlli nei porti dell’Adriatico e negli aeroporti. Cambia anche la valuta che da oggi, anche in Croazia, sarà l’euro. Il cambio è stato fissato a 7 kune e 53 per un euro: entro la fine della settimana tutti i bancomat del paese dovrebbero essere riconvertiti per erogare euro. Gli esercizi pubblici ed i negozi, per quattordici giorni dovranno accettare anche i pagamenti in Kune, ma ai clienti il resto sarà dato in euro. 

Cambiamenti

L’entrata della Croazia in area Schengen e nell’Euro può considerarsi una svolta per il Friuli Venezia Giulia, il Litorale sloveno e l’Istria croata. A brindare all’evento sul valico di frontiera croato-sloveno di Dragonja-Kastel si sono incontrati i sindacati italiani (Cgil, Cisl, Uil), sloveni (Zsss, Ks90) e croati (Sssh) riuniti nei due Consigli sindacali interregionali (Csir) Italo-Croato Alto Adriatico, e Nord Est Friuli Venezia Giulia-Slovenia. “Oltre a sottolineare il momento storico della caduta dei confini tra i nostri Paesi e il ripristino dell’unità pacifica che questa area geografica perse oltre un secolo fa , intendo in particolar modo richiamare l’attenzione sulla semplificazione degli spostamenti quotidiani, di cui beneficeranno i lavoratori frontalieri che si muovono nell’area a cavallo tra Italia, Slovenia e Croazia. Il venir meno dei controlli alla frontiera, infatti, consentirà loro di raggiungere i rispettivi luoghi di lavoro in tempi ragionevoli e, soprattutto durante il periodo estivo, senza dover sottostare ad attese lunghe e pesanti, condizionate dall’usuale massiccio afflusso turistico”, ha spiegato Michele Berti, presidente del Csir Alto Adriatico, e capo del Dipartimento internazionale UIL Fvg.

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