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Statistiche Covid

Anche in Friuli torna a salire la curva dei contagi

Secondo l'analisi settimanale della fondazione Gimbe nella nostra regione la crescita si attesta al 28,8% mentre a livello nazionale è balzata al 36%. Stabili ancora i ricoveri in terapia intensiva

In Friuli Venezia Giulia, dopo settimane di flessione, torna a salire la curva Covid. Per la nostra regione l’analisi settimanale della Fondazione Gimbe indica un aumento dei nuovi casi del 28,8%. Nell’ultima settimana, infatti, sono stati registrati 4 mila 991 nuovi casi.

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Nel dettaglio le ex province vedono Trieste in testa con il dato più alto con 563 casi ogni centomila abitanti con un aumento del 23,3%. Seguono Pordenone che, con 390 casi ma con la crescita più evidente, pari al 41,7%, Udine a 357 con un aumento di quasi il 27% e Gorizia a 356 casi ogni centomila abitanti.

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Per quanto riguarda i ricoveri, l’occupazione dei posti letto Covid si attesta al 5,1% in terapia intensiva (dato stabile) e al 10,8% negli altri reparti. Dati da zona bianca e al ribasso rispetto alla media italiana che vede il tasso di occupazione al 5,3% in terapia intensiva e al 13% in area medica.

Sulle vaccinazioni, si registra un sostanziale stallo: la copertura totale della popolazione è all’81,3%, leggermente inferiore rispetto alla media nazionale dell’83,8%. Per le terze dosi, questa settimana la percentuale di copertura in regione è all’82,6%, a fronte del dato italiano all’83,5%. Male le vaccinazioni dai 5 agli 11 anni: in Friuli Venezia Giulia abbiamo il 22,5% della platea vaccinabile che ha completato il ciclo (dato italiano 33%) e il 2,8% che ha fato la prima dose (dato italiano 4,2%).

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Secondo Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe c’è "un'inversione di tendenza che riconosce diverse cause: dal rilassamento della popolazione alla diffusione della più contagiosa variante Omicron BA.2, dal calo della protezione vaccinale nei confronti dell'infezione alla persistenza di basse temperature che costringono ad attività al chiuso”. Cartabellotta invita quindi alla cautela: "Nel nostro Paese la circolazione virale è ancora molto elevata e la curva dei contagi ha ripreso a salire. Auspichiamo che le decisioni del governo vengano informate dalle evidenze scientifiche e dalla situazione epidemiologica e non dallo spirito di emulazione di altri paesi più 'temerari', dove peraltro hanno ripreso a crescere non solo i contagi ma anche le ospedalizzazioni". In particolare, conclude, "per ciò che riguarda il Green pass, l'obbligo può decadere immediatamente dove il rischio di contagio è basso (all'aperto, in luoghi al chiuso poco affollati, ben ventilati e con breve permanenza), mentre dovrà essere mantenuto nei locali chiusi a rischio elevato. L'obbligo di mascherina, al momento, deve invece essere mantenuto in tutti i luoghi al chiuso, tenendo conto sia della estrema contagiosità della variante Omicron - in particolare della BA.2 - sia delle incognite relative all'entità della risalita della curva dei contagi e al suo potenziale impatto sugli ospedali". 

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