Attività chiuse a profusione: «Rispettiamo le regole, ma non perdiamo di vista l’economia»

L'appello del presidente regionale di Confcommercio, Giovanni Da Pozzo

Piazza San Giacomo

L'ultimo decreto ministeriale in tema di Coronavirus ha invogliato molte attività ad abbassare le serrande a scopo precauzionale. Il momento è difficile per tutti e sui dubbi e le perplessità di chi fa impresa interviene Confcommercio. «In un momento quanto mai critico sul territorio nazionale, il fatto di avere esteso sotto una regia unica che cancella interpretazioni diverse e differenziazioni da regione a regione sulle misure di contenimento del contagio da Coronavirus è del tutto opportuno». Lo afferma il presidente regionale Giovanni Da Pozzo. «In questo contesto – prosegue – la responsabilità del mondo dell’economia sarà di rispettare le regole, per quanto stringenti siano, e di collaborare in toto con le istituzioni, in particolar modo con quelle regionali. Ma altrettanta responsabilità servirà nel considerare che, accanto al bene primario della tutela della salute, vi è anche quello della tenuta economica e sociale del paese, della regione, delle nostre comunità. Giusto dunque imporre ai cittadini e alle imprese misure straordinarie di prudenza, ma è anche necessario il confronto tra chi gestisce le istituzioni, chi ha la rappresentanza dell’economia, chi del mondo del lavoro, chi infine fa parte del mondo dell’informazione, in modo da affrontare tutti assieme con la massima consapevolezza il momento contingente».

I problemi

Secondo Da Pozzo, «tutto quello di positivo che viene fatto in supporto alle aziende di tutti i comparti va considerato come il punto di partenza quando, auspicabilmente il più presto possibile, la situazione sanitaria tornerà sotto controllo. Un ringraziamento va dunque alla Regione per gli interventi messi in essere, anche in deroga alle regole comunitarie, nella consapevolezza che saranno assai pesanti le conseguenze che possono impattare in queste settimane su alberghi, ristoranti, pubblici esercizi, negozi, attività di artigianato di servizio, professioni, trasporti. Comparti che, che con grandi interrogativi davanti da giorni, non sanno in che modo sostenere costi quotidiani che nessuno toglierà loro, in una fase di ricavi purtroppo quasi azzerati».

Via Poscolle

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L'appello

L’appello alle aziende, conclude Da Pozzo, è di «rispettare le regole e mantenere fiducia verso le istituzioni pubbliche, cercando nel contempo di non entrare in un loop psicologico di “distruzione di massa” che in questo momento contribuirebbe a peggiorare la situazione. Bisogna avere fiducia soprattutto nel mondo della scienza. Un ringraziamento sincero va al servizio sanitario che si sta prodigando in modo eccezionale in queste settimane. Resistiamo tutti assieme senza cadere nello sconforto».

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