La Cisl Fvg lancia l’allarme dopo lo stupro di Lignano: educazione bene collettivo e responsabilità di tutti

Sacilotto: “Genitori sempre più soli: vietato mancare l’appuntamento di settembre”

L’aggressione sessuale dei giorni scorsi a Lignano ai danni di una giovanissima di soli 15 anni lascia sgomenti ed apre ad una serie di riflessioni, anche all’interno del sindacato. Tra queste, la necessità di fare quadrato intorno ai genitori, sempre più indifesi, anche attraverso una presa in carico collettiva dell’educazione. E’ l’educazione – per la Cisl Fvg – la scommessa su cui puntare, l’unico argine ad una violenza ed ignoranza ormai dilaganti, purtroppo anche tra i più giovani. “E’ per questo – incalza la segretaria Claudia Sacilotto – che l’impegno deve essere quello di garantire a tutti i costi l’apertura delle scuole a settembre: il legame tra scuola, famiglia, istituzioni deve essere quanto prima rinsaldato”.

Rispetto al gravissimo episodio di Lignano possiamo fare tutti i discorsi possibili – si legge in una nota del Sindacato – ma ora è fondamentale non spostare il baricentro, che resta l’urgenza, da una parte, di supportare le famiglie e, dall’altra, di garantire piena sicurezza ed una convivenza rispettosa. “Non c’è mestiere più difficile di quello dei genitori – aggiunge Sacilotto – ed oggi c’è davvero poco da stare tranquilli. Una situazione sicuramente aggravata dal vuoto lasciato dal sistema educativo italiano, in balia di una totale improvvisazione. Le incertezze sulla ripresa scolastica di settembre sono ormai notizia quotidiana quasi che ci vogliano già abituare all’idea che la scuola non ripartirà, nonostante siano passati sei mesi dalla chiusura e di tempo per trovare soluzioni praticabili ce ne sia stato abbastanza”. La scuola pubblica italiana – prosegue il comunicato della Cisl Fvg – è un diritto garantito dalla Costituzione, e nasce con il preciso compito di garantire formazione e conoscenza a tutti, quella conoscenza e formazione che è la chiave per poter vivere assieme agli altri, essere rispettosi, tolleranti, aperti alla diversità, capaci di empatia, solidarietà e schivi rispetto alla violenza.

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Tradire la scuola non facendola ripartire significa tradire un patto implicito stretto con la società, con gli individui e le famiglie. Ipotizzare altri mesi di didattica a distanza è una non soluzione, che andrà ad aggravare ancor di più l’isolamento di un’intera generazione, senza contare i danni psicologici nei più piccoli, allontanati da ogni forma di socialità. “Ci attendiamo altre risposte – va dritta al punto Sacilotto – e non ci accontenteremo, neppure a livello regionale. L’educazione va ripartita tra casa e scuola e non si possono lasciare intere famiglie abbandonate a se stesse, tra l’urgenza di stare accanto ai propri figlie e quella di tenersi aggrappate ad un lavoro, causa il Covid, sempre più precario. “Quanto i fatti di Lignano – conclude la segretaria cislina – siamo vicini alla vittima e alla sua famiglia e alle forze dell’ordine va il nostro elogio per la professionalità e prontezza con cui sono intervenute. Restano tuttavia tanti interrogativi aperti, a partire dal ruolo e dalla gestione dei centri che si occupano di minori problematici e con precedenti.

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