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Domani l'ordinanza con il nuovo colore: la situazione del Friuli Venezia Giulia

Alcuni territori rischiano l'area a restrizioni intermedie e altri sono in bilico in attesa del report dell'Iss e delle decisioni del ministero della Salute attese per venerdì 19 febbraio

Emilia Romagna, Lazio, Piemonte e Marche verso la zona arancione e l'Abruzzo in zona rossa: questa è una delle ipotesi nell'attesa del report #40 dell'Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute e con l'ordinanza del ministro Roberto Speranza che dovrebbe arrivare venerdì 19 febbraio. Mentre il governo studia l'ipotesi di un lockdown soft nel week-end in tutta Italia come a Natale ed è già al lavoro per snellire il Comitato Tecnico Scientifico e creare una cabina di regia dei ministri. E tra i territori la Lombardia è ancora in bilico e potrebbe rimanere in zona gialla. Particolarmente delicata appare in queste ore la situazione in Abruzzo.

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Zona arancione e rossa: undici regioni rischiano il lockdown soft 

L'ordinanza per portare alcune regioni in zona arancione e l'Abruzzo in zona rossa dovrebbe entrare in vigore domenica 21 o lunedì 22 febbraio. Ma le Regioni trasmetteranno alla cabina di regia i dati e già domani saranno firmate le ordinanze che fanno scattare la fascia arancione. 

In base all'ordinanza del ministro della salute Roberto Speranza che risale al 13 febbraio 2021, sono ricomprese:

in zona gialla: Calabria, Campania, Basilicata, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Valle d’Aosta, Veneto;   
in zona arancione: Abruzzo, Liguria, Toscana, Provincia Autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Umbria.
in zona rossa: nessuna Regione. 

L'ampliamento delle zone rosse per fermare la variante inglese 

Circola da giorni anche l'ipotesi di ampliare le zone rosse locali per fermare le varianti che stanno facendo riprendere piede all'epidemia in alcune zone, creando focolai difficili da controllare. Si tratta di un'ipotesi a cui si sta già lavorando in Abruzzo e nelle Marche, dove i comuni limitrofi alle zone rosse intorno a Pescara e Ancona rischiano. Il regime deve essere simile a quello scattato in tutta Italia nel marzo scorso: chiuse le scuole e i negozi - ad eccezione di alimentari, farmacie, edicole e tabaccai -, consentito ai cittadini di uscire solo per motivi di necessità e urgenza. Provvedimenti eccezionali per evitare che sia l’intero Paese a dover essere chiuso. È questa l’eventualità che si cerca di scongiurare.

Un'altra ipotesi che circola dalle parti del ministero è quella di portare tutta l'Italia in zona rossa o arancione durante il week end, secondo lo schema del lockdown soft o duro che funzionava a Natale durante i festivi e i prefestivi. Si tratta ancora di un'ipotesi allo studio da implementare eventualmente prima che la variante inglese porti il paese nella Terza Ondata dell'epidemia di coronavirus. 

Il Friuli Venezia Giulia

Tutti gli indicatori rilevati nella settimana tra l'8 e il 14 febbraio sono in calo ed evidenziano un miglioramento della situazione all'intero della nostra Regione: l'unico valore oltre la soglia di allarme resta quello relativo all'occupazione dei dei posti letto in terapia intensiva. L'indice di contagio Rt è sceso passando da 0.98 a 0,8 e si vedono i primi effetti del vaccino soprattutto tra gli operatori sanitari e gli ospiti delle case di riposo.

La permanenza del Friuli Venezia Giulia in zona gialla è dunque l'ipotesi più probabile anche se bisogna comunque aspettare le valutazioni dell'Iss e del Ministero che sono alle prese anche con il diffondersi delle varianti del covid: in Fvg quella inglese è stata rilevata in 17 casi, cioè il 6% dei tamponi positivi analizzati nell'ultimo periodo. 

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