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Caso mense a Udine: dilaga la protesta dei genitori, in 200 alla Alberti si portano il panino da casa

Sempre più acceso il clima in tema di ristorazione scolastica a Udine. Dopo il caso della Alberti, altre le scuole cittadine che vogliono imitare la "protesta del panino". Pubblicata anche una petizione online

La scuola Boschetti Alberti di Udine come un piccola Bastiglia friulana. La storia propone numerosi esempi di rivolte o proteste popolari dalle conseguenze decisive. Azioni che partono dal basso e ridisegnano il volto del mondo. Certo, anche se dalle brioche ai panini la similitudine è eccessiva e i paragoni sono sicuramente azzardati, è quello che sta accadendo in una scuola udinese.

Nella primaria di via Baldasseria Media, infatti, oggi i genitori di quasi 200 bambini, dopo mesi di lamentele, hanno deciso di protestare contro il servizio di ristorazione scolastica comunale e far mangiare ai propri figli un panino portato da casa piuttosto che far consumare loro il pasto della mensa. Un esempio di protesta pacifica che pare voglia essere ora emulato da diverse altre scuole cittadine e che, a quanto hanno riferito i genitori dell'Alberti stamani, potrebbe proseguire nella scuola del IV comprensivo fino all'ultimo giorno di mensa, ovvero il 4 giugno.

Un anno di lamentele

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Il caso era scoppiato qualche giorno fa, anche se non si contano in quest'anno scolastico le proteste, sempre molto pacifiche, dei genitori delle scuole udinesi, stanchi e arrabbiati per il servizio che da quest'anno, dopo la nuova gara indetta dal Comune di Udine, è stato appaltato alla ditta Ep.

«Abbiamo protestato più volte – spiega la rappresentante mensa della Alberti, Yasmine Damiano –. Abbiamo cercato in ogni modo di far capire al Comune, anche attraverso il grande lavoro di tutti i membri della Commissione mensa, che il servizio è inadeguato. Le uniche risposte che abbiamo avuto e che, sembra, continuiamo ad avere anche dall'assessore Battaglia, è che va tutto bene. Beh, non è così, e visto che si tratta di un servizio non gratuito, siamo stanchi di dover pagare per un pasto che spesso non solo è inadeguato, ma più volte, come segnalato, è ai limiti dell'igiene».

Dagli insetti ai capelli nei piatti, «servizio inadeguato»

Il riferimento è ai diversi casi di insetti trovati nei piatti serviti ai bambini, alle mele marce, alle temperature troppo fredde, ma anche al rinvenimento di pezzi di plastica, capelli, per non parlare delle lamentele dovute all'appetibilità dei piatti proposti o a quelle per le diete speciali dedicate a bambini con intolleranze che, spesso, pare non vengano rispettate per errore.

I questionari di gradimento

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Oltre alle diverse segnalazioni che la Commissione mensa ha consegnato e sta continuando a raccogliere, la protesta alla Alberti è scaturita da dei questionari che Damiano ha consegnato ai genitori e che, inequivocabilmente, per oltre il 70% bocciano il servizio. Da qui la protesta,  di cui è stata avvisata preventivamente la stessa scuola, e realizzata grazie anche alla collaborazione delle maestre che hanno organizzato i servizio di sorveglianza nelle classi per far consumare i panini in classe durante il pranzo.

I commenti dei genitori

«Siccome paghiamo per il buono pasto per dare da mangiare alla nostra bambina – scrive un genitore in uno dei questionari – sono molto deluso che si deve speculare sulla salute dei nostri figli». «Spesso il cibo galleggia nell'acqua a causa della condensa – riporta un'altra mamma –, le mozzarelle sono blu e il pane è di cattivo gusto». E, ancora, «Il cibo è visivamente, oltre che olfattivamente, sgradevole, la temperatura di servizio è inadeguata come, frequentemente, la cottura. Anche la consistenza del cibo è sgradevole».

«Legati i capelli altrimenti ecco perché poi i genitori si lamentano»

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C'è chi ha scritto, nero su bianco che «il cibo è insapore o con gusti strani e spessissimo si trovano corpi estranei nel piatto come capelli, pezzi di plastica trasparente». Più negativo ancora un altro genitore che sul foglio scrive: «A volte le pietanze sono andate a male, sughi acidi, frutta troppo matura, e il menu è una cosa pietosa, vedi il riso che sa di saponetta». C'è addirittura chi ha riportato che «mi sono trovata i capelli nel piatto e non l'hanno cambiato», confessando poi che alla bambina sarebbe stato detto di legarsi i capelli perché, altrimenti, «ecco perché poi i genitori si lamentano».

La petizione online

E mentre, l'opposizione in Consiglio comunale, così come la Commissione mensa, continua a pungolare la giunta sulla questione, è partita anche proprio stamattina una petizione su change.org (qui il link) in cui i genitori, stanchi delle rassicurazioni, mettono in piazza il loro disappunto. «Più che una lamentela – si legge nella petizione –, la nostra ci sembra una rivendicazione di diritto in quanto, il servizio da noi usufruito non è privo di costi e dal momento che siamo molto preoccupati, ci vorremo assicurare che tale situazione non si protragga col servizio di refezione dell’anno scolastico a venire».

Insomma, il caso mense di Udine, tra un morso di panino e l'altro, è destinato a proseguire.
 

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