Domenica, 25 Luglio 2021
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Biodiversità, quanto ne sanno i bambini friulani? L'indagine

Raccolte 649 risposte dai bambini delle scuole di Friuli e Slovenia che hanno partecipato ad un’indagine di citizen science condotta dal progetto Diversimili 2020

Dopo un anno si è concluso DiverSimili 2020, il progetto di divulgazione di conoscenze scientifiche relative al concetto di biodiversità, coordinato dall’Associazione culturale Kaleidoscienza e realizzato grazie al contributo della Regione Friuli Venezia Giulia. Complessivamente, il progetto ha coinvolto 881 alunni e alunne di 40 classi scolastiche del Friuli Venezia Giulia e della Slovenia.

Un anno ricco di proposte, laboratori e attività nelle scuole, corsi di formazione, una rassegna letteraria presso la Libreria Friuli di Udine, un festival di tre giorni, che si è svolto anche in presenza, con numerosi ospiti ed eventi aperti al pubblico, un concorso di opere d’arte digitale organizzato in collaborazione con la piattaforma Knownorigin, e un’indagine di citizen science.

Attraverso la partecipazione questo sondaggio è stato possibile raccogliere 649 risposte sulla percezione della biodiversità. Una ricerca analoga era stata proposta dieci anni fa. Cosa sarà cambiato?

I risultati

Il questionario prevedeva un set di 22 domande, ispirate a quelle poste dall'Eurobarometro 290, ma adattate affinché potessero essere compilate da bambini a partire dagli 8 anni di età.

Il confronto con l’indagine svolta dieci anni prima, ha fatto emergere dati molto interessanti sulla percezione della biodiversità nel nostro territorio: il 76% degli intervistati sostiene di conoscerla, il 6% sostiene di non conoscerla mentre il 18% sostiene di aver sentito la parola, ma di non conoscerne il significato.

I dati del 2010 vedevano solo il 65% degli intervistati ammetteva di conoscere il significato della parola biodiversità.

Particolare il riscontro alla richiesta di nominare le specie considerate a rischio, la maggior parte di quelle citate, più dell’80%, si riferivano ad animali e meno del 20% a vegetali. Questo risultato è collegato al fenomeno chiamato plant blindness, secondo,il quale gli esseri umani hanno una maggior sensibilità verso gli animali e, in particolare verso alcune tipologie, e hanno la tendenza a dare meno importanza alle specie vegetali.

Dall'analisi emerge una correlazione abbastanza curiosa: le persone che non hanno mai sentito la parola biodiversità, o semplicemente hanno sentito la parola ma non ne conoscono il significato, sono quelle che non prendono alcuna iniziativa per salvaguardarla. Questo fatto sottolinea come tutte le iniziative sono importanti per aumentare la percezione del concetto di biodiversità nelle nuove generazioni per fare in modo che in futuro si impegnino a tutelare la natura.

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