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Di sedia gigante e d'altri demoni: che fino hanno fatto le installazioni da rotatoria friulana?

Di qualche giorno fa un interessante articolo uscito su Artribune magazine sul tema "arte e rotatorie" che usava un'immagine della sedia gigante a Manzano. Ma in Friuli quali sono gli altri esempi di arredi urbani quantomeno discutibili?

In principio fu la sedia gigante: posizionata al centro della strada, impossibile non vederla, impossibile non distrarsi al passaggio in auto attraversando Manzano. Un'installazione che ha rappresentato per anni l'operosità dei friulani, simboleggiati dall'oggetto che più di ogni altro ha identificato per anni il boom economico di una zona che, ora, vive sempre più nel declino del settore: la sedia. 

Ma le installazioni artistiche, o che ambiscono ad essere tali, sono diventate sempre di più delle presenze (ingombranti?) posizionate in mezzo alle rotatorie. Anche queste, ovviamente, aumentate a dismisura negli anni duemila sottoponendo urbanisti e amministratori alla necessità di dar loro dignità. Serviva? Probabilmente anche no o, per dirla alla maniera di Claudio Musso, critico d'arte e firma di Artribune "perché non sfruttare l’occasione per provare a proporre una riflessione sulla dissennata estetizzazione di infrastrutture e arredi urbani? Perché non fermarsi, per una volta, ad ammirare il vuoto?". Proprio il magazine d'arte ha dedicato nei giorni scorsi un articolo sul tema, a firma di Musso e, indovinate un po'? Come immagine di copertina del pezzo, il redattore ha scelto proprio la sedia gigante di Manzano. Non essendo più lì da anni, immaginiamo che la cosa sia rimasta impressa alla redazione al punto da tenerne in archivio un'immagine, sia mai possa servire un giorno. E così è stato: simbolo di una necessità estetica spesso incompresa e incomprensibile, la grande sedia è servita a intavolare una discussione sugli arredi urbani. 

La sedia di nuovo a Manzano? L'idea

E chissà cos'avrebbe avuto da dire Musso se, percorrendo la stessa strada che portava alla sedia gigante, si fosse accorto dell'installazione di Calogero Condello che quest'estate ha fatto la sua apparizione in ingresso a Buttrio: il manichino di una donna che, a braccia levate al cielo, sovrasta una grande riproduzione di un coronavirus.

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Al tempo l'installazione suscitò in paese diverse polemiche: non tutti la gradirono e, comunque, dopo circa un mese - il tempo che durò una mostra inaugurata a Villa di Toppo Florio - fu tolta. E a voi, che altri esempi vengono in mente?

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