Venerdì, 18 Giugno 2021
Animali

Violazione dello spazio aereo sopra la riserva di Cornino: grifoni in pericolo

Le ripetute presenze di ultraleggeri a bassa quota mettono in fuga i rapaci: 80 quelli scappati nell'ultima occasione. Il Comune di Forgaria scrive al presidente Fedriga, sollecitando l'intervento della Regione

Parapendii, ultraleggeri e velivoli di vario tipo sono il nuovo pericolo, dopo i cavi dell'alta tensione, per i grifoni della Riserva del lago di Cornino: la ripetuta violazione dello spazio aereo sovrastante la Riserva, frequentemente attraversato da velivoli ultraleggeri di ogni genere e parapendii che sorvolano il sito ad appena una trentina di metri dal suolo, sta mettendo in serio pericolo la popolazione di grifoni che gravita sull'area.

Il grifone studiato da 15 anni ucciso dai cavi dell'alta tensione

Il sindaco di Forgaria nel Friuli, Marco Chiapolino, e l'assessore alla Riserva Pierluigi Molinaro hanno così inviato una comunicazione urgente al governatore Massimiliano Fedriga, all'assessore regionale alle risorse forestali e alla montagna Stefano Zannier, a Pierpaolo Zanchetta, responsabile della Direzione centrale risorse agroalimentari, forestali e ittiche – Servizio biodiversità della Regione, all'Ente nazionale aviazione civile, all'Aviosuperficie Rivoli Avro di Osoppo, all'Asd Volo Libero Friuli di Gemona e all'Aereo Club Friulano di Pasian di Prato.

I fatti

L'ultimo episodio, risalente a pochi giorni fa, ha provocato la fuga di oltre 80 avvoltoi, alcuni dei quali in fase di alimentazione nel carnaio della Riserva, rifornito dagli operatori della Coop Pavees, che gestisce il sito.

ultraleggero su riserva di Cornino-2

«Il volo sopra lo spazio protetto - ribadiscono primo cittadino e assessore, sollecitando la Regione a un tempestivo intervento - è vietato, e la violazione assume termini di ulteriore gravità considerato il contesto stagionale nella quale si è verificata, ovvero il periodo di accrescimento, da parte dei genitori, dei pulli di grifone. La situazione determina una grave minaccia per una specie già messa fortemente a rischio da altre attività antropiche. Il nostro timore è che il peso di ulteriori insidie legate alla pressione umana possa divenire insostenibile per le centinaia di rapaci che in questo periodo frequentano stabilmente la Riserva, compromettendo un progetto nel quale sia il nostro Comune che la Regione hanno investito, negli anni, importanti risorse. Segnaliamo inoltre che i sorvoli vengono effettuati ad altitudini non consentite anche sopra gli abitati di San Rocco e Cornino, creando disturbo alla quiete pubblica e soprattutto condizioni di estrema pericolosità per gli abitanti». 

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