Arrestato a Udine uno degli uomini rivoltosi del centro di permanenza di Bari

Devastazioni, incendi e danneggiamenti al centro di Permanenza per i rimpatri di Bari: la Polizia di Stato arresta 6 extracomunitari di cui uno trovato a Udine

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Uno degli uomini protagonisti della rivolta dello scorso 27 aprile nel Centro di Permanenza per i Rimpatri di Bari è stato arrestato a Udine. Si tratta di Muhammad Yaseen, cittadino pakistano di 24 anni. 

I fatti

I fatti riguardano la violenta rivolta avvenuta nella serata del 27 aprile 2019 e nella successiva nottata ad opera di un nutrito gruppo di ospiti del Centro di Permanenza per i Rimpatri di Bari che, salendo sopra i tetti della struttura, distruggendo i suppellettili, ammassando materassi e lenzuola e appiccando fuochi da cui si sono sviluppati svariati incendi, hanno causato il parziale danneggiamento di due moduli abitativi e la totale devastazione di un terzo, determinando dunque un grave pericolo per l’incolumità degli altri extracomunitari presenti nonché delle forze dell’ordine deputate alla vigilanza.

Le indagini

Le indagini immediatamente attivate dalla Squadra Mobile di Bari, sezione criminalità extracomunitaria e prostituzione, hanno portato gli investigatori – mediante un attento esame delle video riprese del sistema di video sorveglianza interno al Centro – a ricostruire nei minimi dettagli tutte le fasi del disordine: una ventina di ospiti hanno, in un primo momento, incendiato alcuni materassi e del materiale cellulosico posizionato a ridosso delle porte d’ingresso interne alle sale benessere di alcuni moduli abitativi, in seguito hanno dato fuoco ad altro materiale accatastato nel corridoio centrale di un altro modulo e infine hanno incendiato svariati materassi, distruggendo completamente e rendendo inutilizzabile un ulteriore modulo.

L'identificazione

L’opera di identificazione dei responsabili ha consentito, anche attraverso le importanti testimonianze di personale della cooperativa addetta ai servizi ed all’assistenza all’interno del Centro, di attribuire con certezza ad 11 extracomunitari di varie etnie, prevalentemente nord africane, la responsabilità penale per gli atti di devastazione, ed ha così permesso al pubblico ministero di chiedere ed ottenere dal Gip la misura cautelare in carcere per tutti gli indagati. Nei giorni scorsi la Polizia di Stato ha così eseguito un provvedimento di custodia cautelare in carcere, emesso dal Giudice per le indagini Preliminari del Tribunale di Bari nei confronti di Khalil Kawam, cittadino tunisino di 35 anni, Brasmin Rashid, cittadino marocchino di 39 anni, Samih Lagnef, cittadino marocchino di 20 anni, Ahmed Gabari, cittadino marocchino 29enne, Muhammad Yaseen, cittadino pakistano di 24 anni, Bahaa Abdelwanis Abdelgawwad, egiziano di 33 anni e Salem Ben Alouane, cittadino tunisino di 42 anni, ritenuti responsabili del delitto di devastazione in concorso.

L'arresto

Dei 7 cittadini stranieri ad oggi fermati per l’esecuzione del provvedimento, tre sono stati rintracciati presso il CPR di Bari, ancora in stato di trattenimento, e quattro catturati nelle città di Milano, Udine, la Spezia e Taranto in collaborazione con le Squadre Mobili del luogo, tutti tradotti dopo gli atti di rito nelle relative case circondariali. Per quanto riguarda gli altri 4 destinatari dell’odierna misura, sono in corso attive ricerche sul territorio nazionale.

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