Gsa Udine, servono personalità e testa se si vuole giocare per vincere

Il punto di Otello Savio dopo la sconfitta (88 a 82) in rimonta con Forlì

A Forlì era necessaria una prova di carattere per fugare i dubbi che questa Gsa si porta dietro dall’inizio della stagione. Le condizioni sembravano tutte favorevoli, con i romagnoli in difficoltà dopo la pesante batosta di Treviso e i bianconeri che venivano invece da una rinfrancante vittoria su Ferrara. Poi pronti via, un primo quarto di fuochi d’artificio concluso 29-15 per gli udinesi. Tutto lasciava pensare ad una partita virtualmente acquisita, bastava avere la dose giusta di personalità e una minima capacità di gestire la gara. Invece no, nel terzo quarto la Gsa si è letteralmente squagliata e ha subito la rimonta di Forlì che, non avendo più nulla da perdere, ha aggredito la partita imbucando una serie di tiri ignoranti, ha riacceso l’entusiasmo del suo pubblico e alla fine ha incredibilmente vinto.

Il punto

Il migliore degli udinesi è stato capitan Pinton il che, con la massima stima, non è una buona notizia. Cortese ha invece giocato con una imbarazzante superficialità e, con il solito debole playmaking, anche Cavina non è stato in grado di trovare soluzioni tattiche (o nella lunga panchina) per arginare il veemente ritorno dei giocatori di casa. Si dice che quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare. Ecco, finora per la band bianconera è stato esattamente il contrario e qualche motivo si sarà. Noi, per rispetto al lavoro di tutti, ci prendiamo ancora del tempo  prima di approdare a risposte definitive. Vogliamo tuttavia proporre qualche piccola riflessione, partendo sempre dal presupposto che la squadra in assoluto non manca di qualità individuale.   

I suggerimenti

Primo, non si vince con i grandi attaccanti (che sono necessari, sia ben chiaro) ma soprattutto con la difesa e un buon equilibrio tecnico e umano. Secondo, i campionati si vincono con giocatori abituati a giocare per vincere, la cui prima caratteristica è, oltre ovviamente al talento, una grande durezza mentale. Terzo, la personalità e la leadership se uno non le ha non se le può dare. Ora attendiamo la fine del girone di andata per tirare una riga. Abbiamo letto che la società farà altrettanto dal suo punto di vista, ovviamente molto più importante. Dopo lo spartiacque delle partite con Verona e Treviso vedremo quindi un’altra Apu Gsa, o cambiata in meglio nella mentalità o diversa come roster e/o staff

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