L'Asu spegne 145 candeline: oltre un secolo di successi sportivi

L'Associazione sportiva udinese vanta 2mila soci, due squadre in serie A e un'Alexandra Agiurgiuculese che parteciperà alle Olimpiadi di Tokyo 2020

Sono 145 le candeline che spegnerà l’Associazione Sportiva Udinese il prossimo 17 febbraio. Con una Stella d'oro al Merito Sportivo (assegnatagli nel 1967) e un Collare d'Oro al Merito Sportivo (datato 2004), l’Asu ha aperto questo 2020 con ben due squadre in serie A (la ritmica in A1 e la ginnastica artistica maschile in A2), una delle sue atlete, Alexandra Agiurgiuculese, che porterà alti i colori dell’Italia alle Olimpiadi di Tokyo, e molti programmi per il futuro, a partire dall’ampliamento del PalaFiditalia, sua sede da alcuni anni.

La nuova sede

In proposito Alessandro Nutta, presidente di Asu, ha ricordato come «si tratta di una necessità che si fa ogni giorno più impellente per noi. Il nostro ruolo a livello locale e anche regionale è oramai consolidato, lo dicono i numeri e ancor di più i risultati. Aumentare gli spazi ci consentirebbe di aprire nuove sezioni e garantire un servizio sempre migliore ai nostri soci. Da tempo ne stiamo parlando con il Comune di Udine. Speriamo dunque che a stretto giro la situazione possa sbloccarsi e che i lavori possano cominciare».
A fare eco al presidente anche il direttore generale, Nicola Di Benedetto che, confermando l’importanza di avere adeguati spazi a disposizione, ha voluto ricordare anche come Asu è oggi una delle più importanti società sportive del territorio: «Abbiamo investito su tecnici di livello, e non mi riferisco solo alle prime squadre, ma anche a tutti coloro che lavorano nelle sezioni di avviamento, a partire dai
piccolissimi. Abbiamo puntato innanzitutto sull’eccellenza dei tecnici e questa si è rivelata una scelta vincente
».

I numeri oggi

Centro federale per la ginnastica ritmica, la polisportiva è conosciuta anche oltre i confini nazionali (con due ginnaste indiane che si allenano in pianta stabile a Udine e due cilene che invece fanno la spola fra il capoluogo friulano e il loro Paese) ed è una delle associazioni sportive più longeve di tutto lo stivale. Con oltre 2mila soci (+20.7% negli ultimi 5 anni), cinque sezioni agonistiche (ritmica, ginnastica artistica maschile e femminile, fioretto e spada) e tre palestre, Asu è una delle società che in regione organizza più eventi sportivi, corsi di formazione e altro per federazioni ed enti. Negli ultimi anni ha anche sviluppato molti progetti a favore delle scuole del territorio, organizzato centri estivi nella sua sede e aperto le sue porte ai piccolissimi (solo in quest’anno sportivo sono 150 gli iscritti ai corsi di gioca-ginnastica). Si è anche fatta promotrice di diverse attività di sport integrato con un’attenzione particolare alla disabilità, anche grave (con attività personalizzate). Attenta alle esigenze dei suoi atleti grazie a un team di allenatori di prim’ordine - fra i quali si ricordano anche due giudici olimpici, Spela Dragas (ritmica) e Valerij Sosnin (gam) -, l’Asu ha elaborato un protocollo di gestione degli infortuni per i suoi agonisti, grazie alla collaborazione con il professor Luigino Sepulcri e l’ortopedico Paolo Di Benedetto.

La storia

La storia dell’Associazione Sportiva Udinese è cominciata in un tempo ormai lontano. In origine era la “Società di ginnastica e scherma”, fondata, a favore della gioventù udinese, da un gruppo di benemeriti cittadini, presieduti dal conte Antonino di Prampero. Le attività sono proseguite fino all’avvento della Grande Guerra. Il 28 maggio del 1919, a conflitto finito, una riunione di tutti i sodalizi presenti a Udine prima della guerra ha permesso la ripresa delle attività. In quel frangente viene deciso però un cambio di passo: alla “Società di ginnastica e scherma” vengono conglobate le altre realtà sportive udinesi. Cambia anche il nome, diventa “Associazione Sportiva Udinese”. La rinnovata realtà diviene da subito bandiera di tutte le attività sportive cittadine. Grazie all’Asu generazioni di udinesi hanno potuto intraprendere la pratica sportiva e contribuire a più di un secolo di storia dello sport friulano. La prima sede si trovava in via Vittorio Veneto, per poi passare all’angolo tra via Carducci e via Giusti, attuale sede della Guardia di Finanza, e stabilirsi nelle palestre di Largo Ospedale Vecchio. È del 1978 il passaggio nella sottotribuna dello Stadio Friuli, fino al trasferimento in via Lodi 1, nel 2012,
nella bellissima e colorata sede.

Ginnastica

Dalla fondazione alla prima Guerra Mondiale la società ha sempre partecipato alle più importanti manifestazioni ginniche nazionali conseguendo importanti risultati e aggiudicandosi numerose medaglie.
La storia della scherma a Udine inizia con il conte Alessandro del Torso che, dopo aver rivestito egregiamente la figura di atleta vincendo fra l’altro a Vienna gli Internazionali di Fioretto, si è dedicato alla dirigenza dell’Asu rilanciando la scherma e proponendo, assieme al Maestro Biaggini, l’organizzazione di una prestigiosa accademia di Maestri Italiani a Udine. 

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La toria più recente

Parlando di storia più recente, vale la pena di ricordare alcuni atleti che si sono particolarmente distinti: Silvano Simeon, discobolo olimpico a Monaco 1972, Silvia Libanetti e Paola Porcini, campionesse del mondo a squadre nella ritmica nel 1992 a Bruxelles, Alfredo Bulleri, campione del mondo under 20 di spada nel 1956 in Lussemburgo, la fiorettista Margherita Grambassi, olimpionica ad Atene 2004 con un argento a squadre e campionessa del mondo a Torino nel 2006. Dal 2011 è tesserata con la società la ginnasta della Nazionale Italiana di ginnastica ritmica Alexandra Agiurgiuculese, guidata dalla responsabile tecnica della sezione ritmica Spela Dragas, in fase preparatoria per le Olimpiadi di Tokyo.

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