L'assessore «decide da sola i confini dei quartieri», la polemica

Per il capogruppo del Pd Alessandro Venanzi e la consigliera dem Eleonora Meloni «si tratta di un pericoloso scavalco delle prerogative consiliari»

Un'immagine della Giunta

«L’assessore esterno Daniela Peressutti, decidendo autonomamente il cambio dei confini dei comitati di quartiere, svuota di fatto il consiglio comunale delle proprie prerogative istituzionali». Lo affermano i consiglieri Comunali Eleonora Meloni, ex delegata di quartiere a San Rocco, san Paolo e Sant'Osvaldo, e Alessandro Venanzi, commentando le dichiarazione dell’assessore al Decentramento del Comune di Udine, inerenti le nuove modifiche al regolamento dei quartieri. «Si tratta di un pericoloso scavalco delle prerogative consiliari, per quanto tale modifica nella sostanza ricalchi l’emendamento presentato dal centrosinistra in Assemblea, ma rigettato dalla stessa Assessore e dalla maggioranza». «Auspichiamo si tratti di un mero errore dell’Assessore e del Sindaco perché delle due l’una: o c’è una volontà politica di questa giunta di centrodestra di scavalcare il Consiglio Comunale, oppure non conoscono neppure il provvedimento che hanno deliberato. Attendiamo però una chiara risposta».

San Paolo e San Osvaldo

«Nel mese di settembre, in occasione della discussione e deliberazione del piano dei quartieri in consiglio comunale - continuano Meloni e Venanzi - l’opposizione aveva presentato una serie di emendamenti, tra cui quello mirato proprio a spostare il quartiere di S. Rocco con la ex 6a circoscrizione San Paolo e San Osvaldo, quartieri che da sempre condividono i servizi al cittadino e socio assistenziali. Emendamento puntualmente bocciato. Al termine della discussione, il Partito Democratico ha lasciato l’aula poiché in netto contrasto con la natura per nulla democratica di questi Consigli di Quartiere, in quanto nominati direttamente dal Sindaco e dunque non rappresentativi della popolazione».

Mai nei quartieri

«Una considerazione finale: fa piacere comunque constatare che Perissutti abbia bisogno dei consigli del centro sinistra per poter governare e conoscere la geografia della città di Udine. D’altro canto, a sette mesi dalla sua nomina, Perissutti non aveva ancora mai fatto un giro dei quartieri e incontrato le realtà che li compongono». 

La replica dell'assessore Perissutti

«Non so se prendere la grave accusa di scavalcare l’Aula, che i consiglieri di opposizione Meloni e Venanzi oggi mi riservano sulla perimetrazione dei Consigli di quartiere, come una svista natalizia o piuttosto come una provocazione — dice Perissutti  . Francamente non vedo altre possibilità. Gli attuali confini dei Consigli di quartiere sono infatti quelli passati in Giunta, Commissione e infine in Consiglio Comunale a settembre. Nessuno ci ha più messo mano. Tanto più che nel comunicato che i due consiglieri hanno inviato alla stampa è allegata la mappa corretta, che poi è l’unica approvata dall’Aula».

consigli.quartiere-2

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Commenti (5)

  • Avatar anonimo di Claudia Gallanda
    Claudia Gallanda

    Chi tace acconsente. Finchè si tratta di fanfaronare...tutto bene.  Ma quando gli fai domande puntuali...casca l'asino!!!

  • Avatar anonimo di Claudia Gallanda
    Claudia Gallanda

    Ai consiglieri Venanzi e Meloni piace esibirsi, ma pare abbiano la memoria molto corta. Non capisco perché si agitino tanto, visto che i metodi usati da questa amministrazione sono assolutamente speculari a quelli usati dalla precedente. Sono qua io, comando io. E, se chiedi informazioni o pareri a chi di competenza -presenti in aula- su questioni importanti e non chiare -non si risponde. Alcune domande, che sicuramente resteranno senza risposta: 1) Di chi è la responsabilità del mancato proseguimento dei consigli di circoscrizione "elettivi"? 2) Visto che siete contrari -come tutto il resto dell'opposizione- a questi "nuovi strumenti di partecipazione", presumo non abbiate presentato, come minoranza, alcun nominativo "blindato" dal partito. Confermate?

  • Ma prendete la pala e andate a lavorare ,avete rotto i c.........,non vi hanno votato fatevene una ragione.

    • In una democrazia non si può dire a una delle parti stai zitto perchè non hai la maggioranza dei voti (quella sarebbe dittatura e spero non ci torneremo). Il problema sollevato riguarga le modalità del lavoro che in un comune deve essere il più capillare possibile proprio perché sono la parte di stato con la quale abbiamo a che fare tutti i giorni quindi devono essere impeccabili. Almeno io credo che questo sia uno dei doveri di un comune indipendentemente dal colore che rappresenta.

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