Tanzi: "Udine celebrerà la Grande Guerra con pochi spiccioli"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Udine capitale della Grande Guerra? È da cento anni che si sa, ma dovrà celebrarla con pochi spiccioli. La regione non assegnando al Comune di Udine quanto chiesto per la commemorazione della Grande Guerra, evidenzia senza tanti giri di parole la totale bocciatura della proposta culturale messa in piedi da palazzo D’Aronco.

Per fortuna che qualcuno già cantava vittoria giacché la Regione è dello stesso colore politico. E se altri Comuni e associazioni a vario titolo hanno ottenuto di più, Udine anche in qualità di capoluogo di provincia e del Friuli, sono due le cose: o la Regione ha voluto in modo premeditato fare uno sgambetto a questo tipo d’impianto culturale sfacciatamente di sinistra, oppure considera Udine come l’ultima ruota del carro. Comunque sia, deve far riflettere.

È inaccettabile che Udine con i tanti riferimenti storici legati a quegli anni, a iniziare con il Liceo Stellini, edificio utilizzato come sede del Comando Supremo dell'Esercito italiano alle dipendenze del Generale Luigi Cadorna. E ancora con i Giardini Ricasoli, un piccolo parco che fu recintato e interdetto al pubblico per permettere a Cadorna di passeggiare e raggiungere il castello senza essere disturbato o visto. Oltre a uno dei più importanti luoghi di culto e di storia, il Tempio Ossario. Un luogo tra i più emozionanti, poiché nella cripta ci sono le tombe dei resti di 21.500 soldati caduti durante la Grande Guerra.

Se consideriamo tutto ciò, mi viene da pensare che anche politicamente qualcosa non abbia funzionato. Ricordo perfettamente la seduta della commissione cultura, era l’ottobre dello scorso anno quando s’iniziò a parlare delle iniziative da mettere in piedi per l’evento. Fu chiesto espressamente all’assessore Federico Pirone, anche in qualità di presidente del comitato scientifico, di relazionare la commissione di pari passo ciò che si pensava di mettere in piedi. Per contro l’assessore ci assicurò il coinvolgimento della Regione, attraverso Turismo Fvg, di soggetti politici e operatori culturali ed economici, e che si sarebbe occupato di pianificare un lavoro sinergico per veicolare a partire dalla città di Udine, un messaggio di una comune identità europea.

Bene, da quella data il buio completo. Adesso il risultato è questo, Udine, una città bistrattata.

Un fatto gravissimo, se consideriamo il contesto storico e militare, cui in quegli anni Udine ebbe anche con il suo ruolo strategico durante il periodo di belligeranza, tale da essere la città protagonista degli eventi più risonanti a livello mondiale.

Da Consigliere comunale, ma anche in qualità di vice presidente della commissione cultura, non ho che manifestare il pieno rammarico a iniziare dalla gestione fino al risultato finale. Per questo chiedo formalmente al seppur giovane assessore alla cultura di alzare la voce, affinché Udine torni protagonista a tutto campo e non, invece, il fanalino di coda di un’intera comunità.

Vincenzo Tanzi

Consigliere comunale e Vice Presidente della Commissione cultura

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