Sut e Capozzella (Movimenti 5 Stelle): “Puntiamo più in alto del Mia, avanti col reddito di cittadinanza”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

“Oltre l’assistenzialismo della Misura Attiva di Sostegno al Reddito (Mia) in Friuli-Venezia Giulia, c’è la rivoluzione contro l’indigenza e la disoccupazione in arrivo col Reddito di cittadinanza”. Ad affermarlo stamani è il portavoce alla Camera per il MoVimento 5 Stelle, Luca Sut, prossimo all’incontro con la cittadinanza pordenonese, in programma il prossimo 9 novembre in prima serata presso l’auditorium di Largo San Giorgio. A fargli eco, il neoeletto in Regione Fvg Mauro Capozzella, anch’egli al banco dei relatori, ma in veste di moderatore, per introdurre il territorio alla risposta del Governo del Cambiamento al binomio mancanza di occupazione/indigenza: “Nella scorsa consiliatura, il M5S ha votato la Misura attiva di sostegno al reddito, a conferma dello spirito costruttivo che anima il cuore della nostra forza politica – ha dichiarato il portavoce, pur ammettendo “l’impossibilità, da parte di questa misura, di superare i confini del mero supporto assistenziale, la platea limitata dei suoi beneficiari e l’assenza di un approccio riformista di tipo strutturale ai Centri per l’Impiego. La percentuale di povertà relativa nella regione, riportata nel report stilato in materia dall’Istat e riferito al 2017, si è contenuta, passando dal 10,4% al 6,9%. Ma dobbiamo puntare ancora più in alto”. A dettagliare le dichiarazioni del portavoce in Regione, ci pensa l’ingegnere pordenonese, tra le file dei pentastellati a Montecitorio: “Sono 6 milioni i cittadini aventi diritto al reddito di cittadinanza, in tutto il Paese. Un duro colpo assestato alla povertà dilagante che in Friuli Venezia Giulia raggiunge il picco più alto del Nord Est. Un bel passo avanti nel contrasto al voto di scambio e un progresso civile che l’Italia aspettava come acqua nel deserto. Il divano – prosegue Sut – sarà solo un lontano ricordo per gli aventi diritto al Rdc, grazie a un piano di coinvolgimento attivo nello svolgimento di 8 ore settimanali al servizio della collettività, previsti dalla misura, accompagnata da un intervento massivo sulle funzioni dei Centri per l’Impiego, ad oggi la cenerentola delle amministrazioni locali. Li potenzieremo nelle risorse interne e nell’ organizzazione del lavoro. Così come sono – si avvia a concludere – servono a poco. Questo e molto altro ci apprestiamo a esporre ai cittadini che, numerosi, hanno risposto all'invito alla nostra iniziativa. L’evento aperto su Facebook sta dando ottimi riscontri di adesione, sia diretta che indiretta. L’interesse è tangibile, segno evidente del bisogno sociale che attende di essere soddisfatto”. 

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