Spitaleri: «Intolleranza regionalizzata da Fedriga e resa plastica da Cisint»

Il segretario del Partito democratico è intervenuto sulla questione razzismo prendendo spunto dagli ultimi episodi di cronaca

Daisy Osakue

«Il razzismo in Friuli Venezia Giulia dorme sotto il pelo dell'acqua ma c'è, quando ne ha l'occasione alza la testa e si vedono cose orribili. Per la morte di un senegalese, annegato nel torrente Cornappo vicino Nimis sono stati scritti commenti di gioia, espressioni di odio etnico crudele, manifestazioni di cinismo senza ritengo: una miscela di violenza verbale riversata in rete che dovrebbe preoccupare per come si mostra con nome e cognome».

Lo ha affermato «rendendo merito alla testata online UdineToday di aver scoperchiato questa cloaca, dando notizia di quanto è avvenuto sul suo profilo facebook», il segretario regionale del Pd Salvatore Spitaleri, intervenendo così nel dibattito sui rigurgiti di razzismo in Italia innescato dal recente attacco a una persona di colore, in questo caso alla campionessa azzurra Daisy Osakue.

L'intervista di TorinoToday.it a Daisy Osakue

«Vorremmo poter concentrare la nostra opposizione – ha spiegato Spitaleri - su temi di merito e d'indirizzo amministrativo, ed invece, con un brivido, dobbiamo intervenire sugli effetti della campagna di intolleranza voluta e difesa da Salvini, regionalizzata da Fedriga e resa plastica dalla Cisint».

Per Spitaleri «bisogna essere profondamente in malafede per non riconoscere che una campagna di denigrazione svolta quotidianamente dalle istituzioni produce effetti sull'opinione pubblica e sui suoi comportamenti. Lo prova il coro di chi, anziché chiedere rispetto e tolleranza, attacca l'opposizione. Così come inquieta il silenzio dei moderati della nostra regione, la cui presenza e opinione pare ormai evaporata, anche se siamo ancora fiduciosi che vogliano battere un colpo».

«Qui le singole scelte politiche, la sanità o le Uti, non c'entrano nulla, qui - ha indicato Spitaleri - si toccano i fondamenti di una società democratica, c'è qualcuno che gioca con il fuoco. C'è qualcuno che consapevolmente grida “dagli al negro”, c'è qualche cretino che effettivamente “gli dà” e intanto – ha concluso - il confine del riprovevole e dell'illecito si sposta».

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