Sanità, il Pd: "Il centro destra aveva promesso una riforma, ma ha prodotto una leggina"

Il commento dei consiglieri regionali del Partito Democratico, Roberto Cosolini e Mariagrazia Santoro, dopo l’illustrazione odierna del ddl 27 “Assetto istituzionale ed organizzativo del Servizio sanitario regionale”

«Un po’ di trucco e il resto, come polvere, è stato messo sotto il tappeto. Il centrodestra ci aveva promesso una grande controriforma della Sanità, ma quello che hanno prodotto è solo una leggina». Commentano così i consiglieri regionali del Pd, Roberto Cosolini e Mariagrazia Santoro, l’illustrazione odierna dell’assessore alla Salute, Riccardo Riccardi, in 3ª commissione, del ddl 27 “Assetto istituzionale ed organizzativo del Servizio sanitario regionale”.

«Evidentemente quella che in campagna elettorale era un’emergenza, ora che si trovano a governare, non lo è più» commenta Cosolini. «Ci aspettavamo un’impostazione della riforma che partisse dalle problematiche con le quali la giunta si è confrontata - afferma Santoro - e magari che l’assessore ci illustrasse il modo attraverso il quale la giunta si sarebbe posta difronte a queste problematiche per offrire una risoluzione. Purtroppo le aspettative sono state differenti dalla realtà: da parte dell’assessore c’è stata solo una lettura del testo della norma e per una serie di questioni, solamente un rimando al futuro. Questa leggina non ha gambe, ma è solo un insieme di scatole riposizionate senza alcuna visione su come si opererà per il futuro».

E ancora, aggiunge Cosolini: «Sapevamo già che la tanto “attesa” riforma Fedriga-Riccardi, si sarebbe limitata a rivedere la governance del sistema, senza affrontare il tema della programmazione per una sanità sempre migliore per i nostri concittadini. Oggi non sono emersi elementi nuovi. Quel che è certo è che appena si stava assestando un assetto delle aziende, dopo un processo molto complesso, questo viene rimesso in discussione con gli immaginabili stress organizzativi che ricadranno sugli operatori, soprattutto in una fase di transizione dall’attuale modello a quello proposto da Riccardi, che durerà di fatto un paio d’anni».

Secondo Santoro «continua a non esserci traccia delle questioni che riguardano i cittadini. Nulla si è detto in riferimento alle liste di attesa, per i pronto soccorso, per il numero unico delle emergenze e per il punto nascita di Latisana o magari quello di Gorizia. Tutti questi in passato sono stati proiettili scagliati contro la giunta di centrosinistra, e ora le soluzioni sono rimandate a data da destinarsi, o è tutto avvolto dal silenzio».

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