"Regione Fvg promuove con 100 mila euro stereotipi di genere". Gli Lgbt: "Passo verso il Medioevo"

Il finanziamento è stato inserito nella prossima legge di stabilità. La denuncia della consigliera regionale del Pd, Chiara Da Giau, è stata poi rilanciata dal quotidiano online Gaypost.it

"Su poche cose questa Giunta regionale sembra avere le idee chiare: chi è diverso offende la vista e va reso invisibile, sia esso uno straniero o un omosessuale". La consigliera regionale Chiara Da Giau (Pd) commenta alcune iniziative e provvedimenti di questi giorni che, a suo dire, confermano il furore ideologico della politica a traino leghista regionale e locale. La consigliera si riferisce in particolare ai 100mila euro stanziati dalla giunta regionale nella prossima legge di stabilità 2019, con l'istituzione di una rete delle pubbliche amministrazioni per scambiare buone pratiche e promuovere il valore della diversità tra uomo e donna quale elemento essenziale per lo sviluppo e la coesione sociale.  

"Il progetto in questione va evidentemente a sostituire quello Ready (Rete nazionale delle pubbliche amministrazioni anti discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere)annullato dalla Giunta regionale come primo atto del suo insediamento- spiega la consigliera dem -. Quei 14mila euro che venivano stanziati per Ready sembra fossero troppi per coordinare e dare evidenza alle attività in difesa dei diritti di omosessuali e transessuali. Evidentemente, per il centrodestra è molto più utile spendere 100mila euro per capire come meglio insegnare i classici stereotipi sui ruoli di genere: l'economia domestica alle femminucce e i giochi di guardie e ladri ai maschietti.Infine - conclude la Da Giau- le battute non devono però nascondere la terribile verità che le cronache ci mostrano in questi giorni: fare finta che tante persone non esistano, che non esistano i loro diritti, che non esista la loro legittima aspirazione ad affermare se stessi per quello che sono, equivale a rinchiuderle in un ghetto, dietro un muro cementato da un colpevole e ipocrita richiamo ai valori della tradizione cattolica. Tacere su questo, non pesare le conseguenze di tali azioni, vuol dire esserne correi. Non c'è punto percentuale di consenso che potrebbe giustificare tale silenzio alle coscienze né oggi, né in futuro".

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Gaypost

Anche per "Gaypost", quotidiano online nazionale redatto da giornalisti Lgbt, si tratta sostanzialmente di "un passo indietro verso il Medioevo", di una mera spesa mirata "al fine di promuovere stereotipi di genere, maschilisti e sessisti".
Chiara Da Giau-3

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