Provincia di Udine: no alla riforma giudiziaria per Palmanova e Tolmezzo

Il consiglio provinciale nell'ultima seduta ha votato un ordine del giorno, all'unanimità, in cui si chiede che vengano mantenuti i presidi giudiziari dell'Alto Friuli e della Bassa friulana così come sono adesso

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

La riforma della  geografia giudiziaria stabilita dall’attuale governo Monti non piace al Consiglio provinciale che ha votato all’unanimità, nell’ultima seduta consiliare, un ordine del giorno in cui si ribadisce la necessità di mantenere il Tribunale di Tolmezzo e la sezione distaccata di Palmanova, evitando che il primo venga incorporato a Udine e il secondo nella circoscrizione del Tribunale di Gorizia, pena la violazione degli accordi stretti con lo Stato e il soverchiamento dell’autonomia e della specialità. Le ragioni del no addotte nel documento mettono al primo posto la tutela dei servizi essenziali, assicurati dai presidi giudiziari di prossimità, gli elevati standard di efficienza e produttività certificati dalle circoscrizioni giurisdizionali oggetto di cancellazione, il positivo impatto economico e sociale determinato dal permanere degli istituti giudiziari sia per l’area dell’Alto Friuli sia per la Bassa friulana.

Nell’odg inviato al Ministero della Giustizia, al Presidente della Regione FVG Renzo Tondo, ai sindaci dei comuni coinvolti dalla riforma nazionale, si sottolinea la mancanza di un presupposto discriminante all’origine della revisione della mappa giudiziaria: non esistono prove concrete in base alle quali la soppressione del Tribunale di Tolmezzo e della locale Procura della Repubblica con accorpamento a quello di Udine nonchè la soppressione della sezione distaccata di Palmanova con conseguente incorporazione nel Tribunale di Gorizia comporterebbero (presunti) risparmi di spesa per la finanza pubblica e suoi (presunti) contenimenti. In realtà – continua l’odg – aumenteranno i disagi e i costi che graveranno sulle comunità colpite. Durante la discussione in Consiglio Provinciale è stato ribadito, sia dai banchi della maggioranza sia da quelli d’opposizione, che il Tribunale di Tolmezzo doveva essere e restare strettamente legato all’istituzione delle carceri, fra l’altro un carcere di massima sicurezza dove sono ristretti detenuti in regime speciale di 41 bis.
 
Nel testo si prende posizione anche sul futuro del giudice di pace il cui ruolo muterà a seguito della riorganizzazione in bacini più ampi introdotta da Roma:
se si condivide il ruolo di giudice di pace inteso come “giudice di prossimità”, non si condivide – afferma il testo – che gli oneri di questa trasformazione ricadano sulle spalle dei territori: il costo di questa operazione deve essere interamente posto a carico dello Stato. 
 

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