"Chiedi ai tuoi professori cosa sono le foibe": la provocazione di Fratelli d'Italia a Udine

Luca Onorio Vidoni, capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio comunale a Udine, ha lanciato uno slogan da divulgare nelle scuole di Udine

Uno striscione apparso tempo fa a Udine

Il programma comunale per il Giorno del Ricordo è fitto: gli eventi sono cominciati lo scorso giovedì 6 febbraio e continueranno fino a marzo. Ma per qualcuno non è sufficiente: Luca Onorio Vidoni, capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio comunale a Udine, ha lanciato lo slogan "Chiedi ai tuoi professori cosa sono le foibe".

La proposta

“Chiedi ai tuoi professori cosa sono le Foibe” è lo slogan lanciato da Fratelli d'Italia e da Gioventù Nazionale che invita gli studenti a conoscere la verità su quanto accaduto settant'anni fa. «È proprio dalla scuola che deve partire la costruzione della memoria condivisa, con spiegazioni oggettive di quanto accaduto nel nostro paese, aldilà della mera retorica progressista che spesso si dimentica dei martiri della nostra patria - afferma il capogruppo di FdI in Consiglio comunale Luca Onorio Vidoni -. Per questo invito tutti gli istituti scolastici superiori ad organizzare conferenze ed incontri sul tema della tragedia delle Foibe e dell’esodo istriano, giuliano e dalmata. Lunedì saremo presenti alla solenne cerimonia di Basovizza, alla quale parteciperà anche Giorgia Meloni, poi nel pomeriggio ci recheremo presso il cippo commemorativo all’interno del Parco Martiri delle Foibe di Udine».

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«La legge n. 92 del 30 marzo 2004 ha cercato di colmare il vuoto, lungo oltre settant'anni, lasciato sui libri di storia per quanto riguarda la memoria dei nostri connazionali, la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo delle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale - prosegue Vidoni -. Le Foibe, le insenature carsiche dove persero la vita decine di migliaia di nostri connazionali, in quanto per gli uomini del maresciallo Tito erano "colpevoli di essere italiani". Oltre che sull'episodio di pulizia etnica, documentato dalla storia, l'accento va posto anche sulla dimostrazione di quanto l'uomo possa manifestare il lato più crudele di se proprio contro un altro uomo. Di conseguenza è importante conoscere il passato per scongiurare la ripetizione di fenomeni simili in futuro: l'accanimento, con la guerra conclusa, nei confronti di un popolo che non voleva rinnegare le sue origini, la propria cultura e le proprie tradizioni. Purtroppo, ancor oggi, è necessaria la necessità di costruire una memoria condivisa sui tragici eventi della storia della nostra nazione, per far si che non esistano più vittime di serie A e vittime di serie B».

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