Novelli (Pdl) "Ministro Kyenge, lei non mi rappresenta"

Il politico locale ha espresso la sua opinione sul Governo e subito è arrivata la risposta di un gruppo di cittadini: "Consigliere regionale, lei non ci rappresenta, persone come lei sono un danno per il Fvg"

Non si placano nemmeno in Friuli Venezia Giulia le polemiche sul ministro all'integrazione Cècile Kyenge. Recentemente il consigliere regionale Roberto Novelli (Pdl) ha espresso la sua opinione sulla carica che ricopre la donna di origini congolesi e la risposta di un gruppo di cittadini non si è fatta attendere. "Ministro non mi rappresenta - sono le parole di Novelli -  io non la riconosco nel ruolo che ricopre. Non la riconosco, perché sono convinto che sarà un danno per questa Italia e per gli italiani. Non la riconosco, perché è ideologica e dietro quell’aria mite e accondiscendente, si nasconde un disegno preciso che non va a favore degli italiani. Non la riconosco, non perché è di colore, bensì per le azioni politiche che sta portando avanti (e chi vorrà tacciarmi di razzismo lo faccia pure, non mi interessa, perché certamente razzista non sono).

Faccio fatica a pensare che una vera e propria integrazione degli immigrati possa avvenire - continua Novelli - dall’oggi al domani, senza prima aver fatto un percorso di crescita e di esperienza sul territorio nazionale. È su questi presupposti che si dovrebbe discutere sull’acquisizione della cittadinanza, e non basarla solo sulla presenza in una determinata area geografica".

Un gruppo di persone ha scritto a Roberto Novelli e per conoscenza alla Ministra Kyenge. "Consigliere regionale, lei non ci rappresenta. Per quanto poco possa valere anche il nostro punto di vista vogliamo dirlo: consigliere Novelli noi non la riconosciamo nel ruolo che ricopre. Non la riconosciamo perché siamo convinti che lei e le persone come lei sono un danno per questa nostra Regione, per i suoi cittadini e per il loro futuro. Non la riconosciamo perché è ideologico e dietro quell’aria simpatica e accattivante, nasconde un pensiero che non va a favore dell’Italia e della nostra comunità regionale. Non la riconosciamo, non perché anche lei ha qualche antenato non propriamente friulano doc, ma perché le azioni politiche che sta portando avanti (ad esempio sul problema della comunità slovena delle Valli del Natisone, e ora sugli immigrati) invece di pacificare e valorizzare le potenzialità che esistono servono solo a creare rancore e incomprensioni proprio tra le persone che oggi più di altre vivono il dramma della crisi economica.

In Friuli, solo negli anni ’20 del secolo scorso le partenze verso l’estero dei nostri concittadini spinti dalla disperata ricerca di un lavoro e di condizioni di vita migliori per i propri figli raggiungevano le 30.000 per anno. E anche grazie a questi friulani immigrati all’estero e spesso in condizioni e situazioni simili a quelle di oggi, clandestini, sfruttati, derisi, emarginati, che hanno avuto la possibilità di integrarsi e di far nascere figli con nazionalità certa, che il Friuli è rinato dopo il terremoto con l’aiuto di tantissimi stranieri. Ecco perché, caro consigliere, facciamo fatica a pensare che una vera e propria integrazione degli immigrati possa avvenire senza ricordare innanzitutto a noi stessi da dove veniamo e quanta fatica hanno fatto i nostri vecchi affinché noi (e lei) potessimo essere quelli che siamo.

Caro consigliere, qui non si tratta di destinare posti di lavoro agli immigrati a discapito dei nostri concittadini, si tratta, di dare l’opportunità del lavoro a tutti partendo dai giovani. Nella sola Cividale esistono 800 immigrati e a proposito di asili ci spiega perché la sua amministrazione ha chiuso l’unico asilo pubblico comunale, forse a causa dei bambini figli di immigrati? E smettiamola, caro consigliere, di fare disinformazione. Lei sa benissimo che le domande di persone immigrate per una casa popolare sono una percentuale irrisoria rispetto alle domande dei residenti, così come sa benissimo che gli appartamenti vuoti, solo a Cividale, sono oltre 800".

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