Udine, il Pd soddisfatto per le Unioni territoriali intercomunali

Saranno 18 e il capoluogo friulano farà parte del 'Friuli Centrale'. Gli esponenti locali: "In futuro sarà possibile realizzare il capoluogo della Patria del Friuli"

La notizia è di queste ore. La giunta regionale ha definito le Uti - Unioni territoriali intercomunali -. Saranno 18. Udine farà parte del "Friuli Centrale" (Campoformido, Martignacco, Pagnacco, Pasian di Prato, Pavia di Udine, Pozzuolo del Friuli, Pradamano, Tavagnacco, Udine).

Dai vertici del Pd udinese giunge il plauso per questa decisione. Il segretario dei dem della città, Enrico Leoncini, assieme al vicesindaco Carlo Giacomello e al capogruppo Pierenrico Scalettaris si dicono soddisfatti dalle disposizioni dell'esecutivo regionale: «Abbiamo più volte sottolineato, anche in passato, il nostro appoggio alla legge Panontin - hanno spiegato -. A nostro avviso è sempre più evidente che i Comuni non sono più in grado di reggere da soli i servizi e le funzioni cui dovrebbero provvedere. Il processo di associazione e gestione collettiva si rende quindi sempre più necessario». In proposito non va dimenticato che «Udine e tutti i contermini hanno già in corso importanti esperienze intercomunali - hanno chiarito -. Dall'ambito socio-assistenziale allo sportello unico delle attività produttive, senza dimenticare enti come la ZIU e il DiTeDi, che rappresentano un’area densa, omogenea e che fa già sistema in molti comparti».

Quello delle Unioni territoriali intercomunali, come precisano in una nota ufficiale, è un tema molto sentito dal Partito Democratico udinese che da tempo è impegnato in dibattiti e incontri pubblici sull'argomento, gestiti e organizzati dal forum istituzioni. Lo scopo è quello di giungere a una sintesi, una linea comune sull'argomento. Un percorso in continuo divenire.

L'Uti del Friuli Centrale, come sottolineato da Leoncini, Giacomello e Scalettaris, «ha in sé una grande forza data dall'importante densità di popolazione, dalle realtà economiche insediate, dai servizi rari offerti, senza dimenticare i funzionari pubblici con competenze e progettualità». «Ciò metterà quindi in rete risorse umane, economiche e di servizi, importanti per quantità e qualità, che in parte già sono utilizzate».

Segretario, vicesindaco e capogruppo ravvisano inoltre la particolare importanza di un'altra questione definita dalla Regione, la possibilità di fusione delle Unioni. «Attraverso questa possibilità - hanno spiegato i dem - in futuro sarà possibile realizzare il capoluogo della Patria del Friuli, l'hub del Friuli». «Con questo non ci immaginiamo l’imposizione della città sui comuni minori del suo hinterland, una prospettiva - hanno sottolineato - che sarebbe fallimentare». Al contrario i democratici udinesi auspicano «una Udine primus inter pares e non al di sopra degli altri comuni. Una condizione fondamentale e necessaria».

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