La campagna elettorale non può ignorare la sanità

Le professioni sanitarie chiedono ai candidati a una presa di responsabilità sul tema, avanzando precise domande ai potenziali parlamentari.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Un sistema sanitario fra i migliori al mondo, oggetto di provvedimenti importanti nell’ultima legislatura (proprio la scorsa settimana è stata pubblicata la legge Lorenzin sulle professioni sanitarie), ma sottoposto a inesorabili politiche di contenimento della spesa. Il tema della sanità e della sua sostenibilità ha ricoperto finora un ruolo marginale, se non del tutto inesistente, nella campagna elettorale: una situazione che preoccupa i professionisti della sanità e del sociale, che chiedono invece risposte sul futuro del sistema sanitario nazionale e in particolare sulla riforma avviata in questi anni dalla giunta guidata da Debora Serracchiani. Dichiarazioni come quelle rilasciate recentemente dalla candidata di Forza Italia al Senato Laura Stabile (Il Piccolo 16-2-2018 pag.3), che ha semplicisticamente definito i professionisti della sanità “figure meno costose che sostituiscono i medici”, ventilando il rischio di una progressiva sostituzione di questi ultimi , preoccupano non poco, perché minano alla base uno dei principi dei Servizi Sanitari di tutti i paesi europei, che tendono invece a servirsi di tutte le figure professionali, con pari dignità di ruolo, per ottenere servizi tempestivi ed efficienti. Co.Re.APS (sigla che riunisce 19 Associazioni che rappresentano nel complesso oltre il 70 per cento dei professionisti della sanità), Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica, Collegi Ostetriche e Ordine Assistenti Sociali, ritengono quindi necessario richiamare i potenziali rappresentanti del Paese alla Camera e al Senato a una presa di responsabilità, rispondendo in particolare su alcuni punti chiave per chiarire la propria posizione su un tema fondamentale per la vita dei cittadini: 1 Il diritto alla salute riguarda solo la professione medica, o deve coinvolgere con pari dignità tutti coloro che contribuiscono a tutelare la salute dei cittadini? 2 In particolare le professioni sanitarie devono avere un ruolo nei percorsi di cura e portare un valore aggiunto alla macchina sanitaria, assumendo maggiori responsabilità? 3 Alcune patologie o condizioni possono essere gestite direttamente con le competenze sviluppate in questi anni dalle professioni sanitarie, applicando un modello innovativo e già attuato in Europa? 4 Questo modello, che utilizza al meglio le competenze dei professionisti della sanità (ormai tutti laureati e con un’alta specializzazione), utilizzando “il professionista giusto al momento giusto”, non sarebbe un aiuto concreto alla sostenibilità dei costi dell’intero sistema sanitario? Proprio le politiche di contenimento della spesa pubblica, che hanno caratterizzato la legislatura, aprono seri interrogativi sul futuro del servizio sanitario nazionale e sugli equilibri con la sanità privata. Dare risposte puntuali sui quesiti posti dai professionisti significa anche voler indicare una via d’uscita “in avanti” dalla crisi del SSN.

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