A Udine un "golden power" decisionale: la proposta dell'estrema destra cittadina

Dopo l'unione delle liste civiche "Io Amo Udine" e "Udine agli udinesi", Stefano Salmè e la moglie Daniela Perissutti, assessore alle circoscrizioni, propongono una legge regionale speciale ad hoc per la città di Udine

I coniugi Daniela Perissutti e Stefano Salmè, presidente e segretario della lista Io Amo Udine

Dal congresso delle due liste civiche “Io Amo Udine” e “Lista Salmè - Udine agli Udinesi” che si è svolto lo scorso sabato, è nata la decisione di sciogliere la “Lista Salmè - Udine agli udinesi” e farla confluire nella civica “Io Amo Udine”. Presidente e rappresentante legale è stata eletta Daniela Perissutti, già presidente della lista “Io Amo Udine” nonché assessore nella giunta Fontanini. Segretario politico il marito della Perissutti Stefano Salmè, già candidato sindaco e Presidente del Consiglio di Quartiere “Udine est – Di Giusto”. 

Una legge ad hoc solo per Udine

Questi gli atti derivati dal congresso:

"Il Friuli avrebbe bisogno di una sua rappresentanza provinciale, che però, nonostante le sacrosante intenzioni della giunta Fedriga, volte a ricostituire degli enti provinciali elettivi, rischia di essere compromessa dal sabotaggio del nuovo governo PD-M5S. È necessaria quindi una interlocuzione con la Regione per arrivare all’emanazione di una “legge regionale speciale ad hoc” per la città di Udine, che individui ambiti di autonomia specifici, in virtù del suo ruolo di capoluogo friulano. La proposta della lista “Io Amo Udine”, è che alla città di Udine sia riconosciuto una sorta di “golden power” su ambiti cruciali per il futuro di Udine e del Friuli".

La capitale del Friuli

"In particolare, a prescindere dagli assetti azionari, sul futuro del parco scientifico di Udine (Friuli innovazione), dell’ente fieristico udinese e della Zona Industriale Udinese, dovrà essere riconosciuto alla città, una sorta di “diritto di sorveglianza” sulle decisioni strategiche che possano pregiudicare interessi fondamentali della città, come del Friuli tutto. La città di Udine, in prospettiva, dovrà trovare le forme per incidere anche sulle scelte che riguardano l’Ateneo udinese. Il futuro di Udine passerà anche attraverso il riconoscimento di una maggiore autonomia su alcune materie che la possano rilanciare nel suo tradizionale ruolo di “emporio del Friuli”: 1) ordinamento di enti aventi carattere locale per i finanziamenti di attività economiche nella città 2) turismo e industria alberghiera 3) mercati e fiere 4) commercio . Le competenze devolute alla città sarebbero di natura “concorrente” e quindi non “esclusive”, dovendosi quindi armonizzare con il quadro normativo regionale. Le risorse che la regione devolverà alla città per lo svolgimento delle nuove competenze, saranno erogate senza “vincoli di spesa”, secondo una logica di sussidiarietà".

La ricerca di alleanze

Dal congresso è emersa, infine, la volontà che "la lista civica, saldamente ancorata al centrodestra, si apra al confronto con altre civiche di area sul territorio regionale, per valutare l’ipotesi di una federazione di liste civiche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali".

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