Un appello ai parlamentari italiani ed europei per diminuire il numero dei profughi

Nei prossimi giorni la lista Innovare invierà un documento per la revisione completa del sistema di accoglienza

Udine e i richiedenti asilo. Una questione che per la lista Innovare che ha bisogno di essere gestita con maggiori regole e chiarezza. Proprio per questo i suoi rappresentanti invieranno nelle prossime settimane un documento a tutti i parlamentari italiani ed europei del territorio per ottenere dal Ministero risposte a tre semplici domande, ma fondamentali per la gestione dell’accoglienza nel capoluogo friulano: sapere i numeri certi di presenza in città, la definizione chiara degli arrivi a partire dalle segnalazioni al confine e  i tempi certi di permanenza in struttura collettiva (comunque non superiori ai 30 giorni). Una richiesta che, secondo Innovare, dovrebbe portare a una revisione completa del sistema di accoglienza e a una diversa modalità di valutazione delle domande di asilo in grado di ridurne significativamente le tempistiche.

“Sappiamo bene quante difficoltà l’amministrazione ha dovuto affrontare per la gestione delle tante questioni correlate ad un fenomeno così complesso, vario e nuovo che coinvolge non solo Udine ma tutte le città di confine del Nord Italia - ha dichiarato Raffaella Cavallo per la Lista Innovare. Inoltre non sono state nemmeno sottovalutate le tante segnalazioni raccolte su problematiche connesse ai numeri troppo alti di presenze in città”.

Negli ultimi tre anni il capoluogo friulano, insieme al resto della regione, ha vissuto l’arrivo di migliaia di persone, 1200 al momento in città di cui 700 alla Cavarzerani e 320 in strutture di accoglienza diffusa. “Abbiamo appreso con sorpresa – continua Raffaella Cavallodella visita di Unhcr-Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite e dell’Oim-Organizzazione Internazionale Migranti, alla Caserma Cavarzerani di Udine. Una visita importante, un momento indispensabile per verificare anche le condizioni di accoglienza che sono state positivamente valutate. Ci sarebbe piaciuto molto che in questa occasione gli esponenti delle istituzioni internazionali avessero avuto modo di visitare anche le accoglienze diffuse che, a nostro parere sono un modello irrinunciabile per garantire la qualità di vita non solo di chi arriva in città, ma anche dei cittadini udinesi”.

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