Importante cimelio della joibe grasse gettato alle ortiche: “Europa aquileiensis” attacca il Comune

Il nuovo partito euroregionalista friulano guidato dal prof. Alberto Travain richiama pubblicamente l'Amministrazione dar conto dello scempio.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Letteralmente gettato alle ortiche. Uno stemma che fu testimone di un atto politico capitale avvenuto durante gli scontri di piazza della “Joibe Grasse” 1511 da un decennio almeno trova ricetto in mezzo alle erbacce e sotto ogni genere d'intemperie insieme a molti altri cimeli e lapidi che il Comune di Udine e i suoi musei, per modo di dire, custodirebbero in un ricovero a cielo aperto, sorta di discarica posta ai margini del piazzale del Castello: giace lì, anonimo, senza che nessuno possa immaginare che cosa ha visto di tanto importante nella storia udinese, friulana e non solamente. A ridosso della ricorrenza della grande rivolta del Giovedì Grasso 1511, 27 febbraio, il nuovo partito euroregionalista friulano “Europa Aquileiensis” guidato dal prof. Alberto Travain e sviluppo politico dell'esperienza storica trentennale del movimento socioculturale del Fogolâr Civic, “chiede conto all'Amministrazione uscente della miserrima gestione di un manufatto il cui particolare valore testimoniale nella vicenda della città e della regione non può essere così sfregiato e soprattutto sottratto alla conoscenza e alla coscienza collettive oltreché a un auspicato turismo culturale in cerca di approfondire l'identità del luogo. Un documento importante, certo, ma non sveleremo l'arcano: dovranno farlo i diretti responsabili della gestione dai nostri beni storici. Non si ricordano, infatti, né ai tempi del sindaco Honsell né sotto le giunte Cecotti reali aperture collaborative in tal senso, ad esempio nei riguardi dei sin troppo generosi sodalizi del Fogolâr Civic e dell'Academie dal Friûl, propulsori appassionati e spontanei di una cultura civica udinese che il Comune dovrebbe debitamente riconoscere ed incentivare. Per il 27 febbraio prossimo, 507° anniversario della celeberrima “Crudel Zobia Grassa”, l'Amministrazione comunale uscente faccia, dunque, un regalo alla città: annunci di aver scoperto nei suoi depositi un importantissimo cimelio di quel grande fatto, prima grande rivolta di popolo della storia europea moderna, e possibilmente ne spieghi il significato e il valore! All'Amministrazione entrate il compito di avviare serie tutela e valorizzazione dei beni storico-civici udinesi, tutela e valorizzazione implicante a monte, certo, conoscenza e motivazione”.

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