I consiglieri del Pd contro Fedriga e Governo sul Piano invasi e Mia

Regione esclusa dalle opere di difesa dal rischio idraulico. Congelato il provvedimento di sostegno al reddito, i dem chiedono di rifinanziarlo fino ad almeno metà 2019. Presentata una interpellanza e una mozione

Il Pd contro Fedriga e Governo sul piano invasi e Mia

Regione esclusa dalle opere di difesa dal rischio idraulico. Congelato il provvedimento di sostegno al reddito, i dem chiedono di rifinanziarlo fino ad almeno metà 2019

Fvg escluso dal Piano nazionale invasi

"Per la prevenzione dei rischi idraulici, il Friuli Venezia Giulia sparisce dalle cartine geografiche: il Governo finanzia con 250milioni 30 opere in tutta Italia e della nostra regione non c'è traccia". A denunciarlo è il consigliere regionale del Pd Nicola Conficoni, riferendosi al fatto che il Piano invasi licenziato la scorsa settimana dalla Conferenza unificata Stato/Regioni non contempla la realizzazione di alcun intervento in Friuli Venezia Giulia. 

"Nonostante i recenti eventi calamitosi provocati dal maltempo abbiano evidenziato la necessità di potenziare i sistemi di difesa dal rischio idraulico - sottolinea Conficoni -, nessuna delle 30 opere finanziate con i 250 milioni stanziati dal Pd nell'ultima legge di bilancio è localizzata nel nostro territorio. In particolare, a essere cassata è stata la proposta, trasmessa dal distretto di bacino delle Alpi Orientali al ministero, di adeguare gli scarichi di fondo degli invasi di Ponte Racli, Cà Selva e Cà Zul, nonché di realizzare una galleria scolmatrice tra questi ultimi due serbatoi montani per ottimizzarne la funzione anti piena. Per questo - annuncia il consigliere dem - abbiamo presentato una interpellanza per chiedere all'amministrazione regionale cosa ha fatto e cosa intende fare per favorire la realizzazione dell'intervento previsto dal Piano stralcio per la sicurezza idraulica del bacino idrografico del fiume Livenza. Procedere con la sua progettazione potrebbe aiutarci a cogliere nuove opportunità di finanziamento".

Mia congelata, 24mila famiglie in attesa

 "La maggioranza parla di famiglia, ma quando si tratta di aiutarle concretamente congela uno dei provvedimenti che più ha inciso sul sostegno delle fasce basse della popolazione, lasciandone a piedi 24mila in attesa di sapere cosa farà il Governo. È bene che questo centrodestra capisca che la povertà non aspetta". A dirlo sono le consigliere regionali del Pd, Chiara Da Giau e Mariagrazia Santoro, annunciando la mozione con la quale il loro Gruppo chiede alla Giunta Fedriga di rifinanziare la misura attiva di sostegno al reddito (Mia), e parallelamente di approfondire i dati della sperimentazione che evidenzino positività e criticità senza interromperla.

Nello specifico, attraverso la mozione, che ha come primo firmatario il capogruppo Sergio Bolzonello, il Pd chiede alla Giunta di prevedere nella prossima legge di Stabilità una norma che ampli il periodo di sperimentazione della Mia fino ad almeno metà 2019 e comunque fino al momento di adozione definitiva, da parte del Governo nazionale o regionale, di strumenti sostitutivi.  "Inoltre - aggiungono la Da Giau e la Santoro - riteniamo utile avviare un percorso di presentazione dei primi dati della sperimentazione, delle positività e criticità che si sono evidenziate e un approfondimento per comprendere quali possano essere le prospettive future della misura, con il coinvolgimento delle Commissioni consiliari competenti. La scelta di Fedriga e della sua maggioranza è assurda e
incomprensibile: non solo parlano di famiglia senza dare seguito concretamente a quelli che restano meri slogan, non solo interrompono uno strumento che di fatto le famiglie le ha aiutate, ma sono pure succubi di Roma. Per i cittadini del FVG non bisogna attendere le decisioni romane che eventualmente verranno poi coordinate con l'intervento regionale. Tanto più che nel programma di Fedriga si dice chiaramente di tendere all'autonomia della misura regionale da quelle nazionali". 

E degli effetti di tale decisione, secondo le due esponenti dem, dovrebbero preoccuparsi anche i sindaci: "Hanno controllato, i primi cittadini, quanti sono i beneficiari della Mia nei loro Comuni e cosa dovranno fare per andare incontro alle esigenze? Perchè le famiglie bisognose si rivolgeranno sicuramente ai Comuni, l'istituzione loro più vicina. Insomma, questa scelta scellerata metterà in seria difficolta un intero sistema".

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