Fontanini contro Salmè, scontro aperto dopo la rottura degli accordi

Botta e risposta tra gli ex alleati. Comportamento «inopportuno» per il primo cittadino, «vergognoso» per l'esponente di estrema destra

«Stefano Salmè afferma che non ho avuto il coraggio di comunicargli la revoca da assessore della dottoressa Peresutti. Questo non è vero. Una quindicina di giorni addietro, infatti, ho ricevuto una sua telefonata, durante la quale abbiamo discusso della necessità del rimpasto. In quella occasione Salmè mi aveva fatto richiesta di allargare la giunta a 11 assessori per recuperare la moglie come undecisimo assessore. Quello stesso giorno però Salmè inizia una campagna diffamatoria nei miei confronti». È così che il sindaco, Pietro Fontanini, risponde – con un post su Facebook – alle accuse mosse nei suoi confronti da Salmè. «Dice che loro si comportano con onore e dignità – continua il primo cittadino – . Ripercorriamo quello che è successo in questo anno e mezzo. Appena eletto sindaco, per rispettare le quote di genere, faccio richiesta a lui, in quanto rappresentante delle sue liste, di una assessore e l’unico nome che mi propone è quello della moglie, Daniela Peresutti. Al momento della votazione del presidente della circoscrizione Udine Est, presente all’incontro Daniela Peresutti, assessore al decentramento, Salmè riesce a farsi votare presidente, anche se era chiaramente inopportuno, visto la relazione di stretta parentela con l’assessore stessa». «In tutti questi mesi di governo appoggiano ogni iniziativa della giunta, comprese quelle che Salmè sta contestando, guarda caso, da 15 giorni, come il porta a porta, la demolizione di casa Mauroner e addirittura la gestione della sicurezza – attacca Fontanini –, nonostante sua moglie fosse ancora un membro della giunta e in giunta non avesse mai sollevato alcuna obiezioneVenendo poi alla loro considerazione che sarei stato eletto grazie ai loro voti determinanti, io non ne sono poi così certo, visto che tutte le altre liste della competizione elettorale, Pd, sinistra, lista Valcic e lista Bertossi, hanno chiesto ai loro elettori di non votare per me al ballottaggio, in quanto appoggiato da quelli che loro definiscono “fascisti”». «A oner della verità – chiude Fontanini –, io ho cercato di mantenere fede alla parola data fino a quando le circostanze politico amministrative me l’hanno permesso. Inoltre, devo aggiungere che l’assessore Peresutti, persona gentile, tra l’altro, non è riuscita a dare quel contributo fattivo che mi sarei aspettato».

La replica

«Il sindaco Fontanini dopo il suo voltafaccia nei nostri confronti, replica confusamente alle nostre precise contestazioni – dichiara Salmè –. Nella sua risposta sbaglia per tre volte il cognome del suo ex assessore, (Perissutti non Peressutti), dettaglio sintomatico di quanto il “capo” (finto) rispetti e voglia “fare squadra” con i suoi collaboratori. Ammette poi che sono stato io, dopo aver letto l’ennesimo articolo in cui si dettagliavano addirittura le deleghe del rimpasto, ad averlo chiamato per chiedere spiegazioni. Ed in quella telefonata che il sindaco ha avuto il coraggio (per modo di dire) di ammettere che sì, “i giochi erano fatti”. Il sindaco aveva il dovere morale di parlare personalmente con la dottoressa Daniela Perissutti, che per un anno e mezzo aveva lavorato al suo fianco. Il sindaco scorra la galleria dei sindaci di Udine e sia certo che nessuno di loro si sarebbe comportato in questo modo vergognoso. Il sindaco poi – continua Salmè – mente o finge di mentire quando riporta la mia richiesta di arrivare all’undicesimo assessore per trovare un posto a “mia moglie”. Daniela Perissutti era già assessore in carica, l’undicesimo serviva ad accontentare gli appetiti di uno dei due pretendenti, mantenendo ed allargando la giunta, come lo stesso sindaco aveva più volte affermato sulla stampa.  Il sindaco poi ricorda male l’evoluzione dei fatti che portarono alla composizione della giunta. Davanti a tutti i nostri candidati promise a me (nel video dell’incontro lo ripete più volte) il futuro ruolo nella giunta. Con lo stesso copione che abbiamo visto in questi giorni, apprendemmo dalla stampa che non avrei potuto far parte della futura giunta, vista la richiesta delle forze maggiori, di imporre alle forze politiche minori di farsi carico delle “quote rosa”. Dovrebbe poi il sindaco aver maggior rispetto delle persone che hanno collaborato con abnegazione e con lealtà assoluta con lui. Daniela Perissutti è la presidente della lista civica “Io Amo Udine”, ossia una delle due liste civiche che lo hanno sostenuto e che gli hanno permesso di diventare sindaco di Udine». 

«Sulla questione poi dell’opportunità di svolgere il ruolo di Presidente di Consiglio di quartiere “Udine est – Di Giusto”, rispetto al ruolo (ormai passato) della nostra rappresentante in giunta, non replicherò, perché tale opportunità è stata valutata inesistente dal Consiglio di quartiere stesso che mi ha eletto, a grande maggioranza, nella sua autonomia – continua Salmè –. Il sindaco poi ci contesta un “cambio di rotta” su alcune grandi questioni, motivato (dice lui) dal risentimento, facciamo chiarezza: il sindaco si ricorda di aver ricevuto la lettera di un affermato ed autorevole archeologo (Michele Peris) che ha dettagliatamente illustrato i motivi per cui sarebbe un delitto procedere alla demolizione della cascina Mauroner? Questione sicurezza: sarebbe un cambio di rotta chiedere l’intervento dell’esercito nelle strade cittadine, dopo lo stillicidio di casi di violenza che hanno contraddistinto la cronaca della città negli ultimi mesi? Non è lo stesso “uomo forte della maggioranza”, Michele Zanolla, ad aver chiesto, ripetutamente, sulla stampa, l’intervento dell’esercito? Come mai non addebita anche al consigliere Zanolla di aver “cambiato rotta”? Il sindaco mette in dubbio (timidamente conoscendo la matematica) il fatto che i nostri voti siano stati poi così determinanti per la sua vittoria. Se il sindaco la pensava così perché ha fatto l’accordo con noi? Ma il sindaco, in realtà, conosce perfettamente la verità, tanto dall’averla pubblicamente affermata nel suo primo intervento nel Consiglio comunale di Udine. Le bugie  – conclude Salmè – hanno le gambe corte».

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