Romoli cacciato da FI mentre è in terapia intensiva, la lettera disgustata dei familiari

I figli del presidente del Consiglio Regionale rispondono disgustati agli attacchi condotti dalla coordinatrice di Forza Italia, l'onorevole Sandra Savino: «Nostro padre sta combattendo per la sua vita e se le notizie di questa immonda canea dovessero raggiungerlo le conseguenze sulla sua salute potrebbero essere imprevedibili»

Caos in Forza Italia Fvg a causa della decisione di Sandra Savino di mettere al muro il presidente del Consiglio regionale, Ettore Romoli, colpevole di essere troppo indipendente, troppo vicino al governatore Fedriga e amico dell'ex onorevole Ferruccio Saro. Ma la causa scatenante della presa di posizione della coordinatrice regionale degli azzurri sembra la volontà espressa dall'ex sindaco di Gorizia di rinnovare fino a novembre il contratto del capogabinetto uscente della precedente giunta Serracchiani, Giorgio Baiutti. La dichiarazione rilasciata al Messaggero Veneto («Indicando un tesserato del Pd, Romoli ha preso una decisione che lo porta fuori dal percorso di Forza Italia») aveva colpito soprattutto per il suo "tempismo", visto che l’interessato è attualmente ricoverato in gravi condizioni di salute all'ospedale di Udine. Dura la presa di posizione della famiglia di Ettore Romoli. Questa la lettera scritta dai figli,  Francesca e Andrea. 

Abbiamo assistito sgomenti nelle ultime ore agli attacchi sempre più violenti e spietati che la coordinatrice regionale di Forza Italia Sandra Savino ha rivolto a nostro padre ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Udine. Oggi si è arrivati all’ultimo oltraggio: l’espulsione da Forza Italia con l’accusa di essere “troppo indipendente”,  troppo al di sopra delle parti. 

Noi, i suoi figli, siamo fieri del fatto che  Ettore Romoli, prima che uomo di partito, sia un servitore delle istituzioni come confermato dal consenso ampio e trasversale che l’ha portato alla guida del Consiglio regionale, anche con i voti dei partiti di opposizione. Siamo orgogliosi che nostro padre sia uno che pensa sempre con la sua testa, e che quella testa non sia stato mai disposto a piegarla davanti a niente e nessuno, nemmeno nei giorni del dolore e della fragilità. Se queste sono le colpe di papà siamo immensamente onorati che sia processato e saremo sempre accanto  a lui,  certi che molti altri ci accompagneranno. 

Adesso però intimiamo alla signora Savino, che non chiamiamo onorevole perché nulla vi è “onorevole” in  chi infierisce su un uomo malato e sulla sua famiglia, di piantarla immediatamente. Mio padre è dove è adesso perché è rimasto al suo posto fino all’ultimo istante possibile,  proprio per impedire che la comunità umana e politica che ha contribuito a creare in questi 25 anni venisse cancellata da miserevoli giochi di potere.

Chiediamo che la coordinatrice regionale di Forza Italia  fermi immediatamente questo abominio: nostro padre sta combattendo per la sua vita e se le notizie di questa immonda canea dovessero raggiungerlo le conseguenze sulla sua salute potrebbero essere imprevedibili! Saranno i cittadini della nostra regione a giudicare la vergogna che si è perpetrata in questi giorni ma le centinaia di messaggi e telefonate che stiamo ricevendo ci fanno capire di quando affetto, rispetto e considerazione mio padre sia circondato. 
 Andrea e Francesca Romoli

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