Autonomisti in campo: in Comune c'è l'idea Valcic, per Trieste si sogna Cecotti

Nasce il "Patto per l'autonomia", che esprimerà candidati sia per le prossime elezioni politiche che per le amministrative. Il professore e il direttore de "La Patrie dal Friûl" sembrano i più graditi per le corse a piazza Unità e palazzo D'Aronco

Andrea Valcic

Alle prossime elezioni in Friuli Venezia Giulia - sia politiche che amministrative - ci sarà anche il “Patto per l’Autonomia”. L’iniziativa è pensata per chi, come fanno sapere dal direttivo, «non si riconosce nell’offerta politica italiana e vuole difendere la nostra specialità».

Le tre sigle

Sono state messe assieme tre sigle della galassia autonomista locale: al Patto, associazione di sindaci ed amministratori nata due anni fa, si uniscono infatti Patrie Furlane, unica forza politica autonomista presente nelle assemblee elettive sovracomunali, e i Manovali per l’Autonomia, gruppo che negli ultimi mesi si è radicato e ha dimostrato come a livello di popolo l’esigenza di ricostruire un rapporto tra i cittadini e i loro rappresentanti sia avvertita come un tema centrale. 

Presenti e sostenitori

Il progetto fa riferimento a numerosi sindaci - una ventina - tra cui Massimo Moretuzzo di Mereto di Tomba, Diego Navarria di Carlino, Diego Bernardis di Dolegna del Collio, Markus Maurmair di Valvasone, Andrea De Nicolò di Precenicco e Giampaolo Bidoli di Tramonti di Sotto. Presenti in sala anche l'onorevole Gianna Malisani e l'ex assessore regionale Claudio Violino. 

Il pubblico presente all'incontro

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Statuto e simbolo

L’accordo è stato istituzionalizzato formalmente davanti a un notaio cividalese, ed è diventato movimento politico, con tanto di statuto e di simbolo, presentato alla stampa in un affollato incontro al Caucigh, luogo simbolico perché proprio al caffè di via Gemona il 9 ottobre del 2015 il Patto per l’Autonomia si costituì come associazione. 

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Il segretario

«A quel tempo – ha spiegato il segretario del Patto Moretuzzo,  – chiedevamo che i rappresentanti delle forze politiche, di centrosinistra o centrodestra, operassero per una difesa concreta della nostra autonomia e si facessero carico di una visione che difendesse gli interessi e le risorse dei territori. Siamo riusciti a far entrare il tema nell’agenda politica, ma non sono arrivate le risposte che chiedevamo su temi molto concreti: dal salasso a cui siamo stati sottoposti dai patti Tondo-Tremonti e Padoan-Serracchiani, alla necessità di modelli di gestione più vicini ai cittadini di risorse come acqua, energia e beni comuni, fino alla necessità di una scuola regionalizzata e di un sistema del credito che possa essere almeno in parte al servizio di famiglie ed imprese per una nuova idea di sviluppo».

Il tavolo dei relatori con Moretuzzo al centro

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Regione e Comune

Sui candidati per Trieste e Udine nessuno si è sbilanciato, ma al momento della citazione di Sergio Cecotti come probabile candidato per piazza Unità sono luccicati gli occhi a più di qualcuno, nonostante il professore non fosse presente. Per Udine invece pare che si vada verso la candidatura di Andrea Valcic «guardando con interesse all’esperienza che sta nascendo in città con il Cantiere per Udine, animato dallo stesso Valcic» ha chiuso Moretuzzo.

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