Salvini: «Non vedo l'ora di governare. Prima gli italiani!»

Il leader della Lega in città per l'inaugurazione della sede elettorale di Fontanini. Il messaggio a Di Maio è chiaro: «Se nessuno fa un passo indietro l'unica via è quella del voto»

Matteo Salvini

«Prima gli italiani e poi il resto del mondo». Lo slogan non è di certo una novità, ma Matteo Salvini lo ripete in maniera scientifica all'inaugurazione della sede elettorale di Pietro Fontanini, arringando la folla che si è presentata all'angolo tra viale delle Ferriere e via Grazzano, punto strategico di una parte di città che ha animato le cronache locali negli ultimi anni.

Amministrative

«Il 29 aprile avete la possibilità di scegliere la libertà - incalza Salvini riferendosi all'appuntamento in città e Regione -. Non basta avere un governo che difenda i vostri interessi, occorrono anche sindaci a livello locale che mettano in pratica quanto predicato a livello centrale». «A Udine - attacca Salvini - c'è bisogno di un sindaco che metta a disposizione le caserme per chi tutela l'ordine pubblico, e non ne faccia alberghi per clandestini che vanno in giro a far casino. In Regione corre Fedriga, che ha rinunciato a un incarico a Roma per scegliere la sua terra. È un vero uomo della Lega, e farà in modo che gli ospedali aprano e non che chiudano, come hanno fatto Serracchiani e Bolzonello».

«Non vedo l'ora di governare»

Il riferimento all'incarico romano che sarebbe spettato all'ex capogruppo del Carroccio alla Camera è legato a un ruolo di governo, che Salvini è convinto di poter ricoprire, con priorità chiare: «Non vedo l’ora di tornare al governo per controllare i confini e far entrare chi merita. Avete visto come hanno votato gli ungheresi ieri? Orban difende il suo popolo ed è stato premiato, nonostante le previsioni dei giornali che lo dipingono come un populista e nazionalista. Dobbiamo guardare a lui e agli altri popoli europei che si difendono. Prima di venire qui sono stato a Redipuglia a portare un mazzo di fiori. Un tempo chi proteggeva i confini era un eroe, ora viene visto come un razzista».

La speranza

«Non vedo l'ora di tornare a Udine da presidente del Consiglio» chiude Salvini, lanciando una frecciata al possibile alleato Di Maio prima di escludere «qualsiasi accordo col Pd». «Io ci provo a dialogare sui temi che per noi rappresentano le priorità come per esempio lavoro, giustizia, sicurezza e agricoltura. Dovessimo andare al governo mi impegno a cancellare subito la legge "Fornero", per restituire vita, lavoro e pensione a milioni di italiani. Ora tocca a Di Maio dire la sua. Sui presidenti di Camera e Senato noi abbiamo fatto dei passi indietro. Se non li fanno anche gli altri l'unica soluzione è tornare al voto».

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