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Ioan: “la Giunta guidata da Furio Honsell non ha fatto nulla di buono”

Il candidato di Identità civica, ci ha raccontato quali sono le sue proposte per migliorare Udine. "Restiamo aperti ad eventuali alleanze che, però, devono essere vincolate alla condivisione del nostro programma"

Ilaria Gianfagna 14 febbraio 2013

Adriano Ioan, classe 1958 ed ex assessore provinciale per il PdL, si candida a sindaco di Udine, per le elezioni di aprile, con la sua lista Identità Civica. Il movimento che lo sostiene ha raccolto una serie di realtà cittadine, politici e semplici cittadini, che si propone in contrapposizione allo schieramento del sindaco uscente Furio Honsell. Ioan pensa ad una città più viva: piazze utilizzate tutto l'anno, parcheggi a rotazione, affitti più bassi in centro e una decisione definitiva per via Mercatovecchio.

Come nasce l’idea di candidarsi a sindaco di Udine?
L’amore per Udine mi ha convinto a impegnarmi per un progetto concreto di rilancio di quella che un tempo era la Capitale del Friuli ed oggi notevolmente ridimensionata nel proprio ruolo, per colpa di politiche miopi e inconcludenti che hanno condotto la nostra città a spogliarsi, nel tempo, della sua identità, della sua forza attrattiva e del suo ruolo emporiale. Da Udine stanno fuggendo tutti: categorie economiche, studi professionali, attività commerciali, eccetto i bar, che sorgono a velocità stratosferica, sui quali sembra reggersi un’economia cittadina drogata, sull’orlo del collasso. Di fronte all’immobilismo dei partiti tradizionali che non sapevano e non sanno decidersi sullo sfidante dell’attuale sindaco, bloccati fra decisioni sterili e una caccia alla cieca sulla persona da contrapporre all’ex rettore di Udine, a dimostrazione che l’apporto civico è in grado di precorrere i tempi standard degli organismi partitici strutturati e ancorati a logiche passatiste.

Facciamo un po’ di chiarezza per gli elettori. Con che lista si presenta, in che rapporto è con il Pdl e con quali obiettivi?
Sono partito con l’apporto della compagine civica: a fungere da cuore dell’intera operazione è la lista civica da me fondata, Identità Civica, attorno a cui si stanno agglomerando personalità di rilievo provenienti da varie espressioni della società civile. A sostenermi in questa corsa per Palazzo D’Aronco ci sono alcune liste civiche. Naturalmente il progetto civico nasce dal basso e prende forma convogliando su un’idea diversa e forte di Udine uomini, donne e moltissimi giovani che si stanno mettendo in gioco per un sano protagonismo declinato nel tessuto sociale. Non siamo pregiudizialmente chiusi ad altre componenti, incluse quelle strettamente partitiche, a patto però che aderiscano al prodromico asset civico che deve restare il nucleo di questa nuova operazione che, per certi versi, non trova precedenti in città. Dunque, restiamo aperti ad eventuali alleanze che, però, devono essere vincolate alla condivisione del nostro programma elettorale in queste settimane in fase di elaborazione, attraverso incontri diretti con sindaci, categorie economiche, associazioni culturali, sociali e di volontariato. L’obiettivo primario resta quello di aggregare ogni energia ed ogni risorsa in grado di porsi come alternativa alla conduzione di questi ultimi cinque anni, ovvero un cambiamento radicale che permetta a Udine di riappropriarsi della sua centralità.

Cosa ha sbagliato Honsell in questi anni?
Non lo dico io, ma lo dice la voce stessa dei cittadini che, fra l’altro, in questi giorni stiamo contattando per somministrare un sondaggio conoscitivo. Le criticità evidenti sono: una viabilità anarchicamente concepita, piste ciclabili senza alcuna logica (che ratio c’è nel realizzare le piste nel cuore di Udine facilmente attraversabile a piedi? Piuttosto si dovrebbero costruire dalla periferia al centro); assenza di strategie di rilancio e di attrattività; politiche sui parcheggi che non facilitano affatto le persone ad entrare in città; overdose di autorizzazioni all’apertura incontrollata di bar; sovraesposizione di eventi culturali contaminati da un eccesso di ideologismo. Potrei continuare....

Quali le azioni giuste portate avanti dall’amministrazione comunale attuale?
A dire il vero, ho difficoltà a ricordamele….

Quali le priorità per la città?
Politiche lavorative per i giovani e per chi, in età adulta, si è trovato nel baratro della mancanza di occupazione; politiche sociali indirizzate prioritariamente ai nostri cittadini; politiche di rinascita della città che prevedano uno stop al fuggi-fuggi dal centro di studi e categorie produttive, l’effettiva rotazione dei parcheggi; un tetto all’apertura sregolata dei bar; politiche abitative in grado di far rianimare il centro e accordi di secondo livello per calmierare gli affitti anche nel campo direzionale; la decisione, una volta per tutte, di chiudere definitivamente o aprire via Mercatovecchio (così com’è, ibrida, la situazione non funziona); un utilizzo più lungimirante delle piazze, da piazza Duomo a piazza XX Settembre che coprirei con una vela per renderla fruibile in tutte le stagioni dell’anno, sia per il mercato le mattine, sia per permettere di organizzare eventi culturali e manifestazioni nelle altre fasce orarie. In altre parole è indispensabile ricollocare al vertice della piramide il fare, la pratica, scalzando il prevalere di teorie e sovrastrutture lontanissime dal cuore degli udinesi. A Udine serve assai di più l’empatia e molti meno algoritmi.
 

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Adriano Ioan
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