Le nomine dei presidenti dei consigli di quartiere fanno indignare la minoranza

Dovrebbero essere espressione democratica dei cittadini, ma l'opposizione accusa l'amministrazione di usarli per spartire le poltrone

L’opposizione, che nei fatti rappresenta il 52% dei cittadini andati al voto il 29 aprile scorso, si indigna rispetto alla gestione da parte dell’amministrazione comunale dello strumento dei consigli di quartiere, che dovrebbe essere piena espressione della democrazia. 

Il comunicato

«Quello dei consigli di quartiere si sta rivelando uno strumento zoppo, visto che si basa su nomine politiche e partitiche su scelta discrezionale del sindaco invece che derivate dalla cittadinanza. Troviamo scandalosa sia la vergognosa lotta alla spartizione dei poteri e delle poltrone che si sta verificando sia il fatto che, dopo che Fontanini ha sancito un’alleanza con l’estrema destra di Salmè consegnando un assessorato a sua moglie (che – ricordiamo - ha ricevuto solo 11 preferenze alle elezioni), ora è lei stessa a nominare il marito come presidente del consiglio di quartiere “Udine Est – Di Giusto”». Così accusa l'intera opposizione, unita compatta nei confronti dell'amministrazione Fontanini rispetto alla condotta legata alla composizione dei consigli di quartiere.

Critiche alla Perissutti

«La stessa Perissutti, assessore alle circoscrizioni, sta anche spingendo affinché venga eletto come presidente del consiglio di Udine Centro Marco Belviso, addetto stampa del Comune e portavoce del sindaco. Questo significa che l’amministrazione se la canta tra Lega ed estrema destra senza coinvolgere minimamente i cittadini e le altre forze civiche e politiche presenti in consilgio, espressione di tutta la città. Speriamo dunque che la rete civica che compone la maggioranza sia sensibile a questo tema e che quindi possa essere rivendicata l’autonomia delle persone che compongono i consigli di quartiere, che dovrebbero lavorare per il bene dell’intera comunità e non per fini politici, partitici e personalistici così come sta succedendo».

Le divisioni all'interno della maggioranza

Le dinamiche politiche di questa amministrazione dimostrano però quanto la giunta Fontanini sia incapace di mantenere una coesione anche al suo interno. Ci chiediamo se saranno ridisegnati gli equilibri o la guerra alle poltrone continuerà sulla pelle dei cittadini? E soprattutto gli interessi in gioco sono quelli dei cittadini o il rinfrancare tutti i gruppi politici interessati ai loro tornaconti

I firmatari

Alessandro Venanzi (Parito Democratico), Federico Pirone (Progetto Innovare). Enrico Bertossi (Prima Udine), Rosaria Capozzi (M5S), Lorenzo Patti (Siamo Udine)

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