Bini: “Voglio fare del Fvg la destinazione più slow d’Italia”

L’assessore regionale sarà ospite al Meeting di Rimini organizzato da Comunione e Liberazione martedì 21 agosto

Il turismo slow e le politiche che il Friuli Venezia Giulia metterà in campo saranno al centro di un importante appuntamento al Meeting di Rimini martedì 21 agosto. Uno dei protagonisti sarà l’assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo, Sergio Bini, invitato ad una tavola rotonda dal titolo “Chi va piano va sano e va lontano”, assieme a Giovanni Bastianelli, direttore di Enit, l’agenzia nazionale del turismo.

L’appuntamento di agosto, giunto alla trentanovesima edizione e organizzato da Comunione e Liberazione, è uno dei momenti più importanti del dibattito culturale, politico e imprenditoriale dell’estate italiana, in cui si sono susseguiti come ospiti premier e leader politici di ogni colore. Saranno 148 gli incontri, 397 i relatori, 14 le mostre, 2.500 i volontari all’opera, e il tema scelto per quest’anno è “Le forze che muovono la storia sono le stesse che rendono l’uomo felice”. Per l’assessore regionale Bini è ovviamente la prima volta al Meeting di Rimini, ma è alta l’attesa anche per l’interesse del movimento fondato da don Luigi Giussani per l’imprenditore che si è imposto sulla scena politica regionale con Progetto Fvg, il movimento politico che in poco più di un anno è diventato il terzo partito della coalizione di centrodestra in regione.

Ma per Bini sarà soprattutto l’occasione per porre al centro le politiche turistiche del Friuli Venezia Giulia su un tema che sta diventando sempre più determinante nella scelta di una destinazione come meta turistica: «Il turismo lento – “slow tourism” per gli anglofoni – è una filosofia di vivere, prima che qualcosa applicata nel viaggio. Significa promuovere la qualità e l’esperienza contrapponendosi al turismo di massa, veloce e di consumo che poco valorizza le tipicità di un luogo. Mi ha affascinato questa definizione dello scrittore Jean de La Bruyere: “Non c’è cammino troppo lungo per chi cammina lentamente, senza sforzarsi; non c’è meta troppo alta per chi vi si prepara con la pazienza».

«Osservare, gustare e fermarsi sono le parole-chiave: turismo lento significa infatti accordarsi con i ritmi della natura, oltre che rispettare l’ambiente, le persone e le tradizioni. L’autenticità, la contaminazione, la sostenibilità, l'accessibilità, il rispetto, anche queste sono parole ed emozioni che vengono sempre più ricercate da un certo tipo di turista, che noi vogliamo cercare di privilegiare. Su questo tema la nostra regione fino ad ora si è mossa bene, e il mio impegno sarà massimo su questo.  Il mio obiettivo è di rendere il Fvg la destinazione più slow d’Italia. Molto è stato fatto, penso all’Alpe Adria Trail, 750 chilometri tra Austria, Slovenia e Italia, penso al Walkart che riscopre e valorizza antiche vie di pellegrinaggio, oppure alla Ciclovia Alpe Adria, premiata nel 2015 come miglior itinerario dell’anno e al quarto posto tra i percorsi ciclabili esteri più famosi, al progetto “Fvg terra di biodiversità”, o alla “Strada del vino e dei sapori del Fvg”. Anche i concerti, con il “No Borders Music Festival” hanno incantato per le cornici naturali in cui sono stati organizzati e per essere totalmente green».

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