Passa la riforma degli enti locali, Roberti: «Una stagione nuova»

Il disegno di legge ha avuto 26 voti favorevoli e 14 contrari. Russo (Pd):«La libertà affidata ai sindaci è una libertà di star da soli»

Consiglio regionale, Pierpaolo Roberti dialoga con Danilo Slokar

Con i 26 voti favorevoli di Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia e Progetto FVG/Ar, il Consiglio regionale ha accolto a maggioranza il disegno di legge numero 71, "Esercizio coordinato di funzioni e servizi tra gli enti locali del Friuli Venezia Giulia e istituzione degli enti regionali di decentramento amministrativo". Quattordici i voti contrari di Pd, Cittadini, Patto per l'Autonomia, Open-Sinistra FVG e M5S, astensione di Gabrovec (SSk). Prima del voto finale l'Aula aveva approvato gli ultimi articoli del provvedimento, relativi a consorzi (art. 30), tutela della minoranza linguistica slovena (art. 31) e delle lingue minoritarie (art. 32), abrogazioni, norme finanziarie (artt. 33, 34 e 35). Accolti nel corso dell'esame anche alcuni emendamenti, tra i quali la modifica - primo firmatario Tosolini (Lega) - con la quale si prevede che nell'ambito della zona montana omogenea della Destra Tagliamento e delle Dolomiti Friulane siano costituite due Comunità di montagna. Su proposta di Progetto FVG/Ar, cui hanno aderito i consiglieri di FI, FdI e Lega, l'Aula ha approvato anche un emendamento che prevede di trasferire risorse economiche per il funzionamento delle forme collaborative tra i Comuni. Undici gli ordini del giorno collegati al ddl presentati alla Giunta, che ne ha respinti 4 poi bocciati anche dall'Aula.

Roberti

"Il disegno di legge 71 volta pagina rispetto al passato aprendo una stagione nuova per le autonomie del Friuli Venezia Giulia”. Lo ha affermato l'assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti"Si tratta di una riforma che fa il bene del territorio e dei sindaci, che da questo momento in poi potranno esercitare la loro autonomia davvero e non solo sulla carta, dispiegando le funzioni che sono di competenza comunale ma che non si riducono alle semplici erogazioni di servizi e consistono anche nelle funzioni di sviluppo del territorio, secondo ciò che è previsto dal testo unico degli Enti locali". "Tali funzioni - ha detto ancora l'assessore - potranno essere esercitate in forma singola o associata, così come sarà ritenuto migliore a vantaggio dei cittadini". A giudizio di Roberti "è importante che i sindaci possano esercitare la responsabilità che viene loro attribuita con l'elezione: metter loro dei vincoli o dei lacci significherebbe privarli di strumenti di governo ed esporli alla gogna quando si va alle urne".

Capozzella (Movimento 5 Stelle)

"Abbiamo cercato, con le nostre proposte, di dare corpo alle Comunità introdotte dal disegno di legge n. 71. Purtroppo, però, è stato uno sforzo vano e alla fine ne verrà fuori una normativa povera e poco incisiva". Lo afferma il consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle Mauro Capozzella, relatore di minoranza della riforma degli enti locali. "I nostri emendamenti, respinti dalla maggioranza e dalla Giunta, intendevano dare una struttura alle Comunità - spiega Capozzella -. Abbiamo proposto di dare loro un senso, prevedendo almeno tre funzioni da svolgere assieme. Invece il centrodestra ha voluto mantenere l'impostazione iniziale, impoverendo questi strumenti". "Le Comunità non servono a nulla, visto che anche laddove sono
obbligatorie, come nel caso della montagna, non escludono che i Comuni possano gestire le funzioni con altri enti locali attraverso una convenzione - aggiunge il consigliere regionale -. Il dubbio che sia un'operazione per moltiplicare le poltrone è forte. Oltretutto per una stessa funzione ci si dovrà interfacciare con tre o quattro uffici tra Regione, Comunità e Comune, senza contare il livello nazionale e comunitario".

Bordin (Lega)

Esprime soddisfazione, il capogruppo della Lega Mauro Bordin. "Abbiamo deciso di ripartire dai Comuni rimettendoli al centro del sistema, riconoscendo loro autonomia e libertà di azione e di scelta nel definire per ciascun territorio, in base alle proprie peculiarità, il modello migliore di sviluppo e di cooperazione alla luce degli strumenti legislativi forniti dalla Regione. Creiamo - spiega il presidente della Lega - un sistema che compito di decidere insieme le formule migliori per promuovere lo sviluppo dei propri territori e l'efficacia dei servizi offerti ai cittadini, alla luce delle diverse realtà che rappresentano. "Questo intervento normativo - conclude Bordin - rappresenta la normalizzazione di un sistema gravemente compromesso e ormai al collasso, attraverso il ritorno a un equilibrio e ad un'armonizzazione istituzionale".

Honsell  (Open-Sinistra FVG)

Per il consigliere regionale Furio Honsell il disegno di legge numero 71 "ha solo l'ambizione di essere una riforma degli enti locali in Friuli Venezia Giulia, ma nella realtà si esaurisce nell'affossare il sistema precedente invece di migliorarlo. La sua 'pars costruens' è infatti miserevole e medievale, ispirata al principio del 'ogni contado si arrocchi intorno al proprio castello'". Honsell critica innanzitutto la decisione della maggioranza di adottare la formula della proposta di legge di iniziativa giuntale: "Una proposta di legge consiliare sarebbe stata molto più appropriata, soprattutto alla luce del fatto che sono decine i membri del Consiglio regionale che hanno avuto esperienze significative e prolungate di sindaco, mentre nella Giunta uno solo forse ha avuto tale esperienza".

Russo (Partito democratico)

"Dopo un anno e mezzo, la montagna di promesse del centrodestra ha partorito un topolino. Le garanzie di libertà sono solo un boccone amaro: con le nuove Comunità si umiliano i sindaci, che avranno come unica libertà quella di andare con il cappello in mano dalla Regione per chiedere il permesso di fare qualsiasi cosa". A dirlo è Francesco Russo (Pd). "La libertà affidata ai sindaci è una libertà di star da soli - precisa Russo -, di unire magari le difficoltà che oggi i sindaci ci hanno manifestato in più occasioni. Non ci sono risposte sul personale, non ci sono sulle risorse di cui ci sarebbe bisogno. Non c'è risposta rispetto alla capacità di organizzare i piccoli Comuni, soprattutto quelli più sofferenti, in realtà che possano progettare insieme e che possano in maniera collettiva presentarsi alla Regione chiedendo le risorse necessarie". Secondo Russo, "alla fine rimane solo il dubbio di un grande poltronificio: vengono creati nuovi presidenti, nuovi comitati esecutivi, direttori generali, nuovi commissari, tutti a pagamento. E ancora una volta il dubbio è che la Giunta regionale e la maggioranza di centrodestra debbano soddisfare qualche amico bisognoso di visibilità. Risposte per i sindaci e per gli enti locali non ce ne saranno e purtroppo il disastro lo vedremo nei prossimi mesi".

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