La proposta dei Comuni del Fvg: "I profughi potrebbero lavorare alla predisposizione degli uffici del demanio"

L'Anci fa il punto sull'emergenza migranti: "Gli stessi possono impegnarsi impegnarsi attivamente nei lavori di pulizia e predisposizione delle aree che li ospitano"

Responsabili nell’affrontare l’emergenza di migranti e richiedenti asilo, i comuni del Friuli Venezia Giulia hanno fatto il punto della situazione.

In attesa di ricevere dai ministeri statali la lista degli edifici del demanio civile e militare utilizzabili per la prima accoglienza, si pone il problema fondamentale dell’agibilità e del riuso di queste strutture che nella maggior parte dei casi sono abbandonate da diversi anni.

“La proposta di Anci FVG è che, una volta individuate le strutture idonee da parte dello Stato, siano i profughi stessi a impegnarsi attivamente nei lavori di pulizia e predisposizione delle aree che li ospitano - ha dichiarato il presidente di Anci Mario Pezzetta – questa soluzione ha il duplice vantaggio di togliere dalla strada e dalle aree pubbliche queste persone occupandole in servizi utili per loro stessi e per la collettività.

Resta inteso che l’utilizzo degli alloggi militari, concentrati soprattutto lungo le aree di confine, dovrà essere rapportato alla popolazione residente.

Secondo Anci, infatti, ci sono dei punti fermi fondamentali nella gestione dell’emergenza profughi: che l’impatto sia distribuito sul territorio regionale e che non si superi il tetto del 2xmille di migranti sulla numerosità della popolazione.

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Le conferenze dei sindaci degli ambiti socio-assistenziali sono pronte ad interfacciarsi in termini operativi con gli organi statali e le associazioni del volontariato per migliorare la distribuzione dei migranti e la gestione dei servizi connessi. Fermo restando che i comuni ribadiscono, fino a prova del contrario, di non disporre di alloggi comunali utilizzabili per i migranti poiché queste strutture, non numerose, sono riservate ai residenti.

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