Le sfide delle pubbliche amministrazioni del futuro

Tre incontri da cui sono emerse le problematiche principali, ma dai gruppi di lavoro anche idee per superarle

Il dilemma che emerge tra la salvaguardia dell’autonomia e dell’identità di ciascun Comune insieme alla necessità di aumentare il peso dimensionale per essere più efficaci nel servire i cittadini e il territorio; la scarsa qualità dell’infrastruttura informatica e il deficit di mentalità digitale, il fardello della troppa burocrazia, l’urgenza di tutelare e valorizzare l’ambiente sono alcuni dei temi forti che sono stati trattati in un ciclo di incontri organizzati da A.N.C.I. FVG in collaborazione con il Centro Ocse di Trento per lo Sviluppo Locale e l’Università di Udine.

Gli incontri

I tre incontri si sono svolti nella prestigiosa sede di Palazzo Garzolini di Toppo Wassermann per sviluppare un ragionamento condiviso ed elaborare nuove ipotesi sul ruolo futuro dell’ente locale e sulle capacità di innovazione per il prossimo decennio. Roberto Masiero e Federico Della Puppa dello IUAV di Venezia, Alberto Bramanti della Bocconi di Milano, Antonio Abramo dell’ateneo di Udine, Silvia Bolgherini dell’ateneo partenopeo, Francesco Frieri dirigente della Regione Emilia Romagna, Elena D’Orlando dell’Università di Udine e poi, infine, Edoardo Croci della Bocconi, Gianluca Cepollaro direttore della Scuola di paesaggio di Trento e Francesco Marangon dell’Università di Udine hanno fornito il loro stimolante punto di vista in chiave prospettica, per dare il via ai tavoli di lavoro composti da dipendenti comunali e regionali, amministratori locali e stakeholder rappresentativi del territorio regionale (complessivamente 70 persone).

Il dibattuto

Dalle discussioni sono emersi molti spunti interessanti. In primis la necessità per i Comuni di un quadro normativo semplice, improntato a rendere effettivo l’esercizio delle proprie funzioni in un’ottica evolutiva, perlopiù in forma aggregata, per rispondere a bisogni vecchi e nuovi emergenti dai territori. Con l’occhio alle infrastrutture e all’occupazione si evidenzia un maggiore utilizzo delle forme di Partenariato Pubblico Privato. Le norme non bastano, occorre un'innovazione organizzativa centrata sulla digitalizzazione e semplificazione dei processi. Bisogna creare una governace a rete tra enti della PA, imprese e le diverse forme associative presenti sui territori. Insomma, non solo rapporti verticali, ma si chiede più orizzontalità fondata su leali e continuativi rapporti di fiducia per pianificare e progettare in modo partecipato il futuro con gli stakeholder. Il respiro deve essere quello dei tempi medio-lunghi, non quello delle scadenze elettorali. L’obiettivo è di realizzare uno sviluppo umano sostenibile, viceversa il rischio è di compromettere le condizioni primarie di vita alle future generazioni.

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