Alessandro Di Battista a Udine per spiegare le ragioni del "no"

L'esponente del Movimento Cinque Stelle in piazza XX settembre. Il rischio della riforma? «La Repubblica fondata sulle nomine e non sulle elezioni»

Il freddo di Udine non ha fermato il popolo del Movimento cinque stelle che, nel tardo pomeriggio di lunedì 14 novembre, si è radunato in piazza XX settembre per l'"Io dico no treno tour", la serie di appuntamenti organizzati contro le modifiche alla Costituzione previste per il referendum del prossimo 4 dicembre. L'attesa era tutta per Alessandro Di Battista, accolto con un'ovazione prima e durante il suo intervento. Prima di salire sul palco, Di Battista ha sottolineato che «il movimento incanala una lotta meravigliosamente democratica» e le piazze sempre piene lo riempiono di orgoglio. La curiosità ruotava anche attorno alla possibilità di vittoria del "no". Se così fosse, cosa succederebbe?  «Succede che Renzi aveva personalizzato dicendo "io mi dimetto", convinto che questo avrebbe favorito i suoi consensi. Perciò è importante che i cittadini ricordino al presidente del consiglio le sue promesse».

Al centro dell'incontro, quindi, le ragioni del "no" al prossimo referendum, «un no rivolto a un sistema di potere che ci ha distrutto la vita sottraendoci i diritti».

Di Battista ha affermato che «c'è la delinquenza anche in Parlamento ma il problema grave non sono i delunquenti ma coloro che sono anche persone oneste ma hanno le mani legate, non possono attuare nulla perchè dipendono dai partiti politici. Con questa riforma questo cancro che è la "Repubblica fondata sulla nomina" e non sulle elezioni sarà ancora più grave: oggi non aboliscono il Senato ma aboliscono la scheda elettorale».

Il deputato pentastellato non esclude cambiamenti alla Costituzione, qualora i Cinque Stelle avessero la maggioranza. Le proposte? «abolire l'immmunità parlamentare, obbligo di dimissioni per il parlamentare che cambia casacca, cancellare il pareggio di bilancio e referendum propositivi senza quorum, in cui chi vota decide».

Sull'Italicum: «Per Renzi era la migliore legge elettorale. Ora la cambieranno perchè potrebbe favorire i Cinque Stelle».

Infine, un attacco all'attuale maggioranza dopo avere parlato di finanziamenti e degli «interessi della politica "renziana"». «Se non si è fatto per 20 anni non si è fatto per la Costituzione, nè per Berlusconi: la sinistra ha fatto peggio di lui e l'ipocrisia ha distrutto questo Paese più del malaffare. Per questo con le riforme vogliono darci in cambio un bonus con l'eliminazione di qualche senatore».

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