Con il "divorzio breve" cresce l'importanza dei mediatori familiari friulani

Dalla fine di maggio è in vigore la nuova legge che accorcia i tempi di fine matrimonio. Sempre più importante fra le ex coppie il ruolo della mediazione familiare: garantisce neutralità e aiuta a trovare delle soluzioni serene a vantaggio di tutti

Da pochi giorni, esattamente dal 26 maggio scorso, è entrata in vigore la legge sul Divorzio Breve, norma che accorcia le tempistiche della separazione ufficiale coniugale da tre anni a qualche mese, indipendentemente dalla presenza di figli. Nello specifico, sei mesi in caso di separazione consensuale (anche se inizialmente erano contenziose e si sono successivamente trasformate in consensuali), dodici mesi per le separazioni giudiziali. E, sia in caso di separazione consensuale, sia in caso di separazione giudiziale, i termini partono dal momento in cui i coniugi si presentano dal Presidente del Tribunale.

Per risolvere alcune questioni particolarmente sensibili come l'affidamento dei figli, l'assegno di mantenimento o la divisione dei beni, sempre più spesso in Italia si fa ricorso alla figura crescente del mediatore familiare, un esperto nella gestione dei conflitti che, con la sua imparzialità, aiuta la coppia a riaprire i canali di comunicazione interrotti dal conflitto. Intraprendere un percorso di Mediazione familiare, in particolar modo con l'arrivo della nuova normativa sul Divorzio Breve, significa avere l’opportunità di separarsi, con una procedura legalmente riconosciuta, decidendo in coppia i termini dell’accordo di separazione e riducendo i tempi ed i costi. La Mediazione familiare è un percorso che implica la ricostruzione di un dialogo ed aiuta la coppia a proseguire nel compito genitoriale da alleati. Non crea vincitori né vinti, e fa in modo che le parti si accordino sul proprio futuro garantendo un clima più sereno non solo agli adulti ma soprattutto ai propri figli.

Elena Mazzocchi, referente dello studio di Mediazione Familiare ELGA, nato a Udine nel 2006, ci ha spiegato come il ruolo di una figura terza sia spesso necessaria in un momento che spesso vede il dolore, la rabbia e la delusione, come sentimenti dominanti fra la coppia di coniugi.  "La nostra attività consiste nell’aiutare la coppia, o il singolo componente, che stà per separarsi o per divorziare, a definire i tempi e i modi dello scioglimento di un rapporto difficile da affrontare senza l’aiuto di figure professionali".

"Nel nostro studio- prosegue Elena Mazzocchi - il percorso di Mediazione Familiare viene gestito da una coppia di mediatori familiari, formati dall’AIMeF, l'Associazione Italiana Mediatori Familiari, certificata a tutela dei consumatori dal Ministero dello sviluppo Economico. Assicuriamo e garantiamo la massima neutralità nella co-mediazione della coppia rispetto ad un’eventuale difesa di genere. Ricordiamo, infatti, che il ruolo del mediatore è soprattutto quello di ascoltare i partner al di fuori della logica del giudizio, accogliendo la ricostruzione della loro storia passata. Ovvero, accompagniamo i coniugi nel presente, verso decisioni per il futuro. Gli strumenti per raggiungere questi obiettivi - conclude - sono una comunicazione efficace, la risoluzione dei conflitti, il sostegno alla genitorialità e la tanto auspicata riconciliazione. In particolare la mediazione familiare, intervento al quale ci si può rivolgere in qualsiasi momento di crisi, consente agli ex-coniugi di riappropriarsi di una genitorialità condivisa e responsabile garantendo ai propri figli anche la prosecuzione delle relazioni con le rispettive famiglie d’origine".

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