Esami universitari: a quanto corrisponde la sufficienza?

Gli esami vanno da un minimo di 18 a un massimo di 30, ma a cosa corrispondono questi numeri?

@ Immagine tratta da ilmattino.it

Dal 18 al 30: sono questi i due punti di riferimento che guidano gli studenti universitari attraverso i molti esami da dare. Ma a quanto corrisponde la sufficienza?

La scala dei voti

Per rendere i voti più omogenei in Europa, è stata inventata la scala ECTS, ossia l'European Credit Transfer System, che, oltre a essere uno strumento che garantisce il riconoscimento accademico degli esami sostenuti all'estero (per esempio in Erasmus), rappresenta una tabella di conversione dei voti e dei crediti efficace e sicura, che riesce a tradurre il giudizio dei singoli voti.

I giudizi

Quindi, i voti in trentesimi corrispondono a una fascia di giudizio specifica, che in Italia e nella comunità europea si traduce così:

  • da 1 a 17: insufficiente;
  • da 18 a 23: sufficiente;
  • da 24 a 26: discreto;
  • da 27 a 28: buono;
  • da 29 a 30: ottimo;
  • 30 e lode: eccellente.

Stando a questa tabella, quindi, la sufficienza non è rappresentata solo dal 18, ma da una fascia di voti compresi tra il 18 e il 23. Questi numeri, poi, distinguono una sufficienza minima da una piena.

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