"Io voglio l'ospedale a Gemona", la protesta con le lanterne

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Mentre la ventilata riforma sanitaria, che ha appena iniziato l’iter con le audizioni dei vari  portatori d’interesse, inciampa in ostacoli politici e tecnico/giuridici, a Gemona non si abbassa la guardia. Fra le diverse iniziative programmate, l’agguerrito Gruppo Facebook “Io voglio l’Ospedale a Gemona”, supportato dalle borgate cittadine, ha indetto per le ore 21 del 9 settembre (l’indomani in caso di maltempo) un lancio di lanterne volanti da tutti i Comuni dell’ASS 3. 

A Gemona il concentramento e successivo lancio è previsto in Piazza Comelli, di fronte alla Stazione ferroviaria. Da Tarvisio ad Artegna e dalla Carnia, coordinate da Radio Studio Nord, partiranno all'unisono centinaia di lanterne: lo scopo è di testimoniare l’importanza e l’attaccamento all’Ospedale San Michele di migliaia di cittadini di tutto l’Alto Friuli. Una vera e propria mobilitazione popolare visto che l'iniziativa verrà promossa mediante un volantinaggio casa per casa svolto dai giovani delle borgate per sensibilizzare la popolazione gemonese e non sul problema. Centinaia di fiammelle per mandare un messaggio a chi oggi governa la Regione: la riforma deve offrire a tutti i cittadini del Fvg gli stessi diritti e le stesse garanzie in termini di salute. Cosa che non viene prevista in questo DDL, creando territori a cui viene tolto tutto, in particolare il Pronto Soccorso/Area di Emergenza sulle 24 ore, con tutti i rischi che ne derivano per la gente di quei territori. 

Come è noto, questo nosocomio, con Cividale, Maniago e Sacile è minacciato di chiusura di fatto e di essere “riconvertito”  in un semplice poliambulatorio. Una Legge iniqua ed inaccettabile, che penalizza in particolare la Montagna, dal Pordenonese alle Valli del Natisone e cividalese e tutto l'Alto Friuli che vedrà come unico, residuo Ospedale quello di Tolmezzo. Intanto nei Capoluoghi e in Pianura tutto rimarrebbe abbondante come prima. 

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